Mediaset: doccia gelata dall’Olanda (milanofinanza.it)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

di Andrea Montanari 

Se a Milano e al Tar Mediaset aveva avuto ragione e aveva visto spalancarsi le porte al progetto di creazione del polo europeo della tv generalista free, da Madrid prima e, ora, da Amsterdam sono arrivati due stop da non sottovalutare. Con il rischio che adesso quel piano, studiato da Pier Silvio Berlusconi e dal cfo Marco Giordani debba essere rivisto nella sua totalità o, addirittura, riposto nel cassetto. 

Perché questa mattina è arrivato il tanto atteso giudizio del Tribunale di Amsterdam al quale si era rivolto, nella sua battaglia legale in mezza Europa, il socio Vivendi (28,8% di cui il 19,19% conferito al trust SimonFid) per chiedere lo stop alla nascita della newco MediaForEurope (Mfe). E, alla fine, i giudici olandesi hanno accolto la tesi del gruppo francese puntando la loro attenzione sulle loyalty shares e sulla mancanza di una nuova relazione dei revisori, si legge su milanofinanza.it. 

In questo modo, dopo che il tribunale di Madrid aveva accolto il ricorso di Vivendi e congelato la fusione per incorporazione di Mediaset Espana nella capogruppo italiana – operazione già approvata dalle assemblee delle due società e propedeutica alla nascita della nuova entità di diritto olandese -, tutto l’impianto del progetto potrebbe essere rivisto. 

Anche perché giovedì 3 è atteso il verdetto della Corte di Giustizia Ue sul ricorso presentato sempre dalla società che fa riferimento a Vincent Bolloré sulla decisione definita nel 2017 dall’Agcom sul congelamento della partecipazione in Mediaset, in applicazione del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici definito dalla Legge Gasparri. 

Dopo di che il passaggio forse decisivo sarà quello del cda del network di Cologno Monzese in calendario per l’8 settembre. In quella occasione, oltre alla presentazione dei conti al 30 giugno, Pier Silvio Berlusconi potrebbe a questo punto portare all’attenzione dei consiglieri, in particolare quelli di minoranza, espressione di Assogestioni, che avevano votato contro il progetto per la nascita di Mfe, un piano B per uscire dall’impasse. 

Non va trascurato, a questo punto, un ripensamento della linea dura di Mediaset e della famiglia Berlusconi, dopo che in agosto Bolloré aveva inoltrato tre lettere, dal contenuto generico, per trovare un accordo transattivo definitivo, chiedendo al Biscione di rinunciare alla causa di risarcimento danni da 3 miliardi, legata al mancato acquisto, da parte del gruppo francese, della pay tv Premium. 

red/alb 

(END) Dow Jones Newswires

September 01, 2020 06:05 ET (10:05 GMT)