Eni: Procura Milano chiede stop produzione in Congo (CorSera)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Stop per due anni alla produzione di petrolio di Eni in Congo nei pozzi “Marine VI e VII” valutati oltre 400 mln. La Procura di Milano chiede al Gip questa misura interdittiva senza precedenti, e in subordine il commissariamento su questo di Eni, perché i modelli organizzativi interni non seppero impedire nel 2015 che il Cane a sei zampe, con l’allora capo area subsahariana Roberto Casula, operasse una “corruzione internazionale” innestata sulla direttiva congolese che nel 2013 imponeva ai gruppi stranieri dei partner locali. 

L’accusa – riporta il “Corriere della Sera” – è che Eni, in cambio di un rinnovo delle licenze fiscalmente più vantaggioso per alcune centinaia di milioni calcolati dai consulenti dei Pm, abbia ceduto quote dei giacimenti (valore 59 mln) appunto a una società privata congolese, AOGC-Africa Oil e Gas Corporation, ben sapendo però che dietro prestanome essa fosse di Denis Gorkana, fino al 2015 presidente dell’ente petrolifero statale Snpc e poi consigliere per l’energia del presidente congolese Sassou Nguesso. 

Gorkana, a sua volta, come prezzo per la tangente ricevuta da Eni di Casula, avrebbe riconosciuto un quinto della licenza “Marine XI” (23 mln) alla società inglese Wnr-World Natural Resources, facente capo proprio a Casula dietro due prestanomi: l’amica Marilú Paduano e Alexander Haly, finanziere monegasco che su un’altra vicenda 1 pm collegano a Madeleine Ingoba, moglie dell’a.d. Eni Claudio Descalzi, con cui è da tempo indagata per “omessa comunicazione di conflitto di interessi” su 5 società fornitrici di Eni (per 300 mln nel 2007-2018) e a lei riconducibili dietro 1-ialy. 

gug 

(END) Dow Jones Newswires

September 10, 2020 03:39 ET (07:39 GMT)