Italo: minaccia di fermare i treni (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Potrebbe terminare presto l’avventura della concorrenza sull’alta velocità italiana. 

Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza Ntv starebbe seriamente pensando di mettere la parola fine all’avventura di Italo, piegato dall’emergenza Covid 19. Con gli italiani meno propensi a viaggiare rispetto al passato e con l’obbligo di mantenere al 50% l’occupazione dei convogli, infatti, per il gruppo ferroviario privato continuare l’attività significherebbe sommare perdite su perdite: troppo alti i costi fissi per poter sostenere l’emorragia dei ricavi. Dei circa 110 treni in servizio prima dello scoppio della pandemia, Nuovo Trasporto Viaggiatori ne ha già lasciati fermi una trentina e sugli 80 ancora in servizio in media si viaggia al 30% della capacità. 

Il vincolo del 50% per le tratte più remunerative (Roma-Milano in testa) negli orari più richiesti finisce infatti per prosciugare la maggior fonte di entrate della società. Per questo, anche se non è ancora ufficiale, la decisione sarebbe già stata presa: dalla seconda metà di settembre si fermeranno 15 treni a settimana, fino ad arrivare allo stop completo che a questo ritmo potrebbe concretizzarsi entro fine ottobre. La fermata potrebbe essere scongiurata se il governo decidesse di intervenire per rivedere gli obblighi imposti a Trenitalia e Italo, eliminando o almeno riducendo i paletti al riempimento dei treni. D’altronde, per superare le criticità legate alla necessità di spostamento connesse alla riapertura delle scuole si è deciso di portare all’80% la capienza dei mezzi pubblici, mentre gli aerei già da tempo possono volare al 100%, pur con l’obbligo di mascherine a bordo, come sugli altri mezzi. 

Sull’alta velocità invece rimane il vincolo del 50%. Su quest’aspetto, i contatti con il ministero delle Infrastrutture sarebbero continui e anche l’ipotesi estrema dello stop ai servizi sarebbe stata fatta trapelare anche se non formalizzata. Di certo, per il governo non sarà facile ignorare il problema perché l’uscita di scena di Ntv rischierebbe di lasciare a senza lavoro circa 5 mila persone tra occupati diretti e indotto. Intanto però la situazione per l’alta velocità è ferma allo scorso primo di agosto, quando, dopo aver dato il via libera allo stop al distanziamento, l’esecutivo ha deciso di fare dietro front, anche per le preoccupazioni espresse dal Comitato tecnico scientifico, e ha di fatto bloccato immediatamente la circolazione dei convogli con capienza del 100%. Una posizione molto prudente che in Europa, oltre all’Italia, è stata adottata solo dal Portogallo, mentre gli altri Paesi prevedono l’obbligo della mascherina a bordo e altre misure igieniche ma non il distanziamento obbligatorio. 

fch 

(END) Dow Jones Newswires

September 10, 2020 03:09 ET (07:09 GMT)