B.Mps: su banca stallo a Palazzo (Mi.Fi.)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Governo in stallo su Mps. Nei palazzi romani la chiamano «riflessione politica»: il decreto che dovrebbe dare il là alla prevista privatizzazione della banca senese è stato firmato nei giorni scorsi dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, ma non è ancora arrivato in Consiglio dei ministri. 

La componente 5 Stelle dell’esecutivo è infatti fortemente contraria alla firma di una cambiale in bianco sul Monte dei Paschi, ritenendo la tempistica del provvedimento particolarmente infelice e così il dpcm è rimasto a bagnomaria presso il ministero dello Sviluppo, dove era stato inviato dal Tesoro per la necessaria condivisione. Il chiarimento tra le anime della maggioranza era atteso nel Consiglio dei ministri in calendario per lo scorso giovedì 10 settembre, ma alla fine non ci sarebbe stato modo di affrontare la questione. Tutto rinviato al prossimo Cdm allora, anche se non è detto che sarà la volta buona per dare il via libera al provvedimento. 

Che la questione sia delicata per il Movimento lo testimonia anche il fatto che la scorsa settimana ci sarebbe stato un incontro tra il sottosegretario per la presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, e alcuni parlamentari grillini, proprio sul dossier Mps. I 5 Stelle non sarebbero contrari alla privatizzazione in sé, ma preferirebbero che, se proprio non si riuscisse a strappare uno slittamento dall’Europa, il testo del decreto fosse ben più generico di quello messo a punto dal Tesoro, che secondo le bozze circolate nei giorni scorsi prevederebbe più opzioni possibili per la dismissione. La cessione potrebbe infatti avvenire in una o più fasi, tramite un’offerta pubblica di vendita rivolta al retail italiani e/o agli istituzionali. Non si escludono poi né la trattativa diretta né le operazioni straordinarie, incluse fusioni. 

Un’ipotesi, quella del matrimonio con un altro istituto, purché italiano, che il Movimento sarebbe pronto ad appoggiare (nei mesi scorsi si erano fatti i nomi di Banco Bpm e Bper), ma il momento per avviare il formale processo di cessione non sarebbe adatto, secondo i grillini. Dello stesso avviso un’altra componente della maggioranza, Leu, che con Stefano Fassina ammonisce il Tesoro a concentrarsi più sulle negoziazioni con l’Europa circa un rinvio delle nuove regole che impongono tempi stretti per lo smaltimento dei nuovi npl, piuttosto che correre su Siena, che al momento non potrebbe che essere svenduta. «Ora è necessario tenere la partecipazione», spiega Fassina, «continuare il processo di risanamento, che è bene avviato, con un management competente. Il ministero dell’Economia piuttosto dovrebbe concentrarsi a negoziare con la commissione il rinvio del calendario provisioning che ha effetti prociclici e quindi pesantemente negativi sul sistema bancario». 

fch 

(END) Dow Jones Newswires

September 14, 2020 02:21 ET (06:21 GMT)