B.Mps: il governo congela il Palio di Siena (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Tutto bloccato fino a nuovo ordine. Che nei Palazzi della politica, in questi giorni, significa non muovere una foglia fino a dopo le elezioni regionali del 20 e 21. 

E nel pantano sarebbe rimasto anche, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, il decreto che dovrebbe avviare la privatizzazione di Mps, firmato qualche giorno fa dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ma non ancora arrivato in Consiglio dei ministri. Anzi, secondo indiscrezioni il documento sarebbe rimasto fermo al ministero dello Sviluppo Economico, dove è stato inviato dal Mef per la firma del responsabile Stefano Patuanelli, che deve dare il suo via libera insieme a Gualtieri. Ma la componente M5s della maggioranza è fermamente contraria all’avvio del processo di privatizzazione in questa situazione di estrema difficoltà della banca e dell’economia italiana. 

E se proprio non fosse possibile rinviare, premerebbe per una rimodulazione del testo sottroscritto dal ministro dell’Economia, per renderlo ancora più generico di quanto lo sia adesso, quando ventila praticamente tutte le opzioni possibili per la privatizzazione dal piazzamento di quote fino alla fusione con un altro istituto. Insomma, i nervi nella maggioranza sono già abbastanza tesi, complice il rinverdirsi delle polemiche sul Mes, perché si possa affrontare un dossier tanto spinoso come il Monte prima di aver capito quale sarà l’esito della prossima consultazione elettorale. Qualora si assistesse a un ulteriore ridimensionamento del M5s, infatti, si potrebbe verosimilmente arrivare a un rimpasto, con la componente democratica che potrebbe rafforzarsi a discapito dei grillini. 

Intanto le Camera lavorano a ritmo ridotto, con i parlamentari in campagna elettorale in vista del voto per le regionali e il referendum costituzionale di domenica e lunedì prossimi. Ieri al Senato sono stati depositati gli emendamenti al decreto Agosto ( relatori Daniele Manca del Pd e Vasco Errani di LeU). Qualcosa si muove sull’inclusione del mondo delle aziende catalogato come unlikely to pay all’interno delle garanzie pubbliche per il sostegno alla liquidità. Tema sollevato dalle banche stesse in più di una audizione del ciclo avviato dalla commissione bicamerale d’inchiesta sul credito, l’ultima in ordine di tempo è stata proprio Mps una settimana fa. La soluzione avanzata dai Cinque Stelle allarga a micro imprese e piccole imprese, già in leggera difficoltà sulla liquidità prima del 31 gennaio 2020, l’accesso al Fondo di garanzia per le pmi per prestiti fino a 30 mila euro con rimborso in dieci anni e preammortamento di 24 mesi. 

fch 

(END) Dow Jones Newswires

September 15, 2020 02:05 ET (06:05 GMT)