B.P.Bari: Ceo e board dopo le elezioni (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

La messa in sicurezza della Popolare di Bari è legata a doppio filo all’esito delle elezioni regionali del prossimo fine settimana. Dopo il mancato accordo sulle nomine di agosto, la partita è finita nelle secche della politica da cui potrebbe uscire soltanto dopo il voto. Le caselle più delicate da riempire sarebbero quelle dell’amministratore delegato e del presidente per le quali circolano già diverse candidature, anche se non c’è nulla di definito. 

Si fanno per esempio i nomi dell’ex direttore generale Paolo De Angelis (il cui mandato è scaduto lo scorso 31 agosto) e del cfo Cristiano Carrus come ad, mentre per la presidenza si è ipotizzata la candidatura del numero uno della Cr Orvieto Stefano Farabbi. Ma al Tesoro (consigliato, si mormora, dai consulenti della Jp Morgan) sarebbero allo studio anche altre soluzioni sulle quali però l’intesa tra i due partiti di maggioranza appare lontana. 

Di certo senza un accordo la messa in sicurezza dell’istituto non potrà dirsi completata e il rischio di nuovi tracolli potrebbe diventare concreto. A seguito della ricapitalizzazione da 1,6 miliardi, gli assetti di controllo della popolare (cooperativa ormai solo di nome, visto che l’assemblea di giugno ne ha cambiato la ragione sociale in spa) sono cambiati. II 96,8% del capitale oggi e in mano al Mediocredito Centrale. mentre il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd) ha scelto di non ricevere azioni per la sua pur cospicua iniezione da 1,2 miliardi di euro nel salvataggio. Sarà insomma la controllata di Invitalia guidata da Bernardo Mattarella a controllare il board (per il quale il nuovo statuto fissa un limite massimo di sette membri) e a delineare la strategia. Una strategia che sarà messa a punto entro l’autunno, quando, come anticipato da MF-Milano Finanza. Mcc approverà il nuovo piano triennale di gruppo. 

fch 

(END) Dow Jones Newswires

September 15, 2020 02:43 ET (06:43 GMT)