La potente famiglia croatae i milioni bloccati in Ticino

Caffe. Ch 19.9.20

Un’inchiesta iniziata grazie a segnalazioni bancarie

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Circa due milioni di franchi sono bloccati, tra il Ticino e Ginevra, nell’ambito di una vicenda di malaffare che ha travolto il calcio croato. L’ordine è arrivato dalla Procura del Canton Obvaldo, dove ha sede la Rasport Management, attiva nella gestione di calciatori. Una società che sarebbe controllata da Mario Mamic, figlio di Zdravko Mamic, vero e proprio factotum del calcio croato ed ex patron della Dinamo Zagabria.
Nel 2018, Zdravko Mamic e suo fratello Zoran Mamic (già giocatore, allenatore e direttore sportivo della Dinamo) sono stati condannati in patria per delle malversazioni legate al trasferimento di giocatori, tra i quali il futuro pallone d’oro Luka Modric. Da allora il principale dirigente del calcio croato è rifugiato in Bosnia, Paese di cui possiede la nazionalità.
Nel 2016, una rogatoria giunta in Svizzera chiedeva informazioni sui conti della Rasport. Secondo gli inquirenti croati, la Dinamo avrebbe inviato alla società elvetica fatture relative a commissioni fittizie ricevute per il trasferimento di diversi giocatori. Il sospetto è che il denaro originato dalla vendita dei giocatori sia stato utilizzato dai membri della famiglia Mamic per spese private, a danno della stessa Dinamo. Il valore delle operazioni sarebbe stato di circa 10 milioni di euro.
Nel 2016, grazie alle rivelazioni dei Football Leaks, la stampa croata aveva parlato degli opachi affari legati ai trasferimeti di vari giocatori croati, tra cui anche Mateo Kovacicć e Marcelo Brozovic. Gran parte delle commissioni di trasferimento sarebbe finita in società offshore controllate dalla famiglia Mamic. Nel 2018, il giornale The Nacional ha poi rivelato che proprio la Rasport Management era al centro di questa rete e che, dalla Svizzera centrale, incassava milioni di euro anche dai diritti d’immagini di giocatori d’importanza mondiale, come Dejan Lovren del Liverpool.
Sempre nel 2016, anche la giustizia ginevrina s’interessa al caso e apre un’inchiesta a seguito delle segnalazioni di conti sospetti di Mario Mamic fatte da alcune banche: la Bcp di Ginevra, la Bsi di Zurigo e la Corner Banca di Lugano. Interrogato a Ginevra, l’influete procuratore Mario Mamic ha affermato che il denaro era frutto della sua attività professionale di agente. Un argomento che ha convinto il procuratore ginevrino Marc Tappolet che, nel 2018, ha firmato un decreto d’abbandono.
Decreto che il Caffè ha potuto consultare e da cui emerge un’altra curiosità ticinese. Nel 2017, anche la Bsi di Lugano aveva segnalato alla Fedpol un conto sospetto legato al calcio croato: quello a nome della Gettysbourg Limited, una società di Malta, il cui nome è stato legato dalla stampa balcanica alla gestione opaca della Dinamo Zagabria. Una società, il cui rappresentante era l’ex responsabile compliance della Bsi, uscito di scena a seguito dello scandalo legato al fondo malese 1Mbd. Interrogato dalla procura obvaldese, l’ex dirigente sembra avere convinto anche lui: il conto della Gettysbourg non è infatti stato bloccato, essendo insufficienti i sospetti di riciclaggio.
A questo punto, soltanto i circa due milioni della Rasport Management restano ancora sotto sequestro in Svizzera, tra il Ticino e Ginevra. Come confermato al Caffè da Alex Geiger, procuratore incaricato della lotta alla criminalità economica per la Procura del Canton Obvaldo.