Aspi: rischio tsunami cause civili spaventa le parti (Stampa)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Tutto è iniziato a Genova ed è per Genova che tutto rischia di finire: c’è uno tsunami di cause civili che si profila all’orizzonte una volta che il processo penale per il crollo del ponte Morandi sarà definito. Lo scrive La Stampa aggiungendo che si tratta di una slavina di proporzioni incalcolabili, alimentata dalle istanze di una platea in potenza vastissima -ossia chiunque sia stato danneggiato dal disastro- che Cdp non vuol rischiare di sobbarcarsi. Lo stesso fardello che, dall’altro lato, Autostrade per l’Italia e la holding Atlantia non vogliono sostenere in solitaria, come vorrebbe la controparte. 

I timori sono ben fondati e non a caso la richiesta di manleva dello Stato e poi del socio pubblico dalle conseguenze del disastro del 14 agosto 2018, costato la vita a 43 persone e danni economici enormi alla città di Genova e all’intero sistema logistico industriale del nord ovest, aleggia da diverso tempo. Accarezzata dal Governo e rifuggita, invece, dalla concessionaria, che ribadisce di non aver mai dato un’apertura sul punto. 

L’intesa di massima raggiunta a metà luglio su cui il Governo aveva dato via libera, secondo la società, non prevedeva alcuna conditio 

su questo fronte. E non sarebbe giustificato porla ora. Per inquadrare i timori di Cdp, che alla luce dell’esperienza vorrebbe uno “scudo” 

anche per eventuali risarcimenti futuri connessi all’esercizio della rete, va osservato l’andamento del procedimento penale istruito dalla 

Procura di Genova. A luglio è iniziato il secondo incidente probatorio e questo vuol dire che per il processo si dovrà attendere. L’indagine è complessa, ma alcuni punti fermi sono delineati. E, tra questi, il ventaglio dei possibili responsabili: in prima linea ci sono i tecnici di Autostrade e della controllata Spea, incaricata delle ispezioni al viadotto, ma un ampio nucleo di indagati – in tutto 71 – appartiene al ministero dei Trasporti e al Provveditorato alle opere pubbliche, che del Mit è un’emanazione locale. In sostanza lo Stato, sotto la minaccia della revoca, ha tentato di inserire anche l’impunità per se stesso e i propri 

dirigenti e funzionari. Non per eventuali responsabilità penali – impraticabile, ovviamente- quanto per potenziali conseguenze civili, 

quindi economiche, a carico dei dipendenti e degli enti pubblici interessati. 

Questa prospettiva conta e influenza le mosse dello Stato. Tuttavia il profilo per Cdp è anzitutto di tutela dei conti societari. Che dopo la fine del processo penale si apra un vastissimo contenzioso in sede civile è infatti più che probabile. E i soggetti che potrebbero chiedere i danni, facendo lievitare il monte dei risarcimenti, sono tantissimi: dagli abitanti, sfollati in primis, fino a un’infinità di categorie economiche, senza dimenticare tutte le imprese che hanno visto calare 

il proprio fatturato a causa del crollo della A10. 

vs 

(END) Dow Jones Newswires

September 28, 2020 02:29 ET (06:29 GMT)