Alitalia: ferma su nomine, chiede nuova cigs per 6.800 (Mess)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

La Newco Alitalia è ferma in pista. Paralizzata dai veti 

incrociati sulle nomine perché, nonostante le smentite di rito, non c’è 

accordo nel governo, soprattutto nei 5Stelle, su tutte le poltrone da 

assegnare nel consiglio di amministrazione. E, a cascata, su quelle 

minori, tra i top manager della compagnia. L’attesa della definizione 

della squadra di vertice, che dura ormai da 4 mesi, ha fatto perdere tempo 

prezioso, rinviando l’approvazione del piano industriale e della strategia 

commerciale connessa. Ovviamente ne hanno approfittato le altre compagnie, 

occupando gli spazi lasciati liberi da Alitalia sia sul lungo raggio 

(Stati Uniti, Canada e Sud America), sia sul fronte interno (Volotea e 

Ryanair la fanno da padrone sulle tratte nazionali), sia su quello del 

cargo, abbandonato a se stesso nonostante la grande richiesta. La scure 

sui voli, legata alla mancata messa a punto di una offerta commerciale 

aggressiva, visto che anche l’ad Fabio Lazzerini e il presidente Francesco 

Caio non hanno ancora avuto la nomina ufficiale e manca, come detto, il 

board, verrà pagata a caro prezzo dai lavoratori della compagnia. 

Secondo quanto risulta al Messaggero, è in arrivo una nuova richiesta di 

cassa integrazione per circa 6.800 dipendenti già in cigs, con la 

richiesta di un prolungamento fino al 30 settembre del 2021 o addirittura 

fino a fine anno. “Sappiamo – dice una fonte sindacale – che i voli per le 

Maldive con le relative tratte sono stati ceduti p stanno per esserlo a 

Neos e Blue Panorama, dando così lavoro ad altri vettori”. 

E’ evidente che l’impasse al vertice condiziona tutto, con la gestione 

commissariale ancora in piedi e un ponte di comando solo formalmente in 

carica. I passaggi burocratici sono complessi visto che il decreto per la 

costituzione va redatto dal ministro dell’Economia di concerto, cioè 

condiviso, con il Mit, il Mise e il Lavoro. La procedura per approvare il 

decreto però si è incagliata non nella spola fra questi ministeri, ma nel 

bisticcio tra i partiti di maggioranza su come occupare le poltrone. 

Manca l’accordo sulla composizione di quelle relative al cda, in 

particolare tra i Cinquestelle. Con il nodo del direttore generale 

Giancarlo Zeni che non piace al Pd e a una parte dei pentastellati. 

Senza il via alla Newco non può essere varato il piano industriale. E 

senza un piano Alitalia è vulnerabile non avendo una mission industriale 

da seguire, degli obiettivi da raggiungere e si limita quindi a 

galleggiare. Anzi a tagliare. La Cigs che, come detto, scade il 31 ottobre 

per 6.828 lavoratori, verrà perciò prolungata per ridurre i costi. 

Da quanto trapela in queste ore starebbe crescendo l’irritazione anche 

di Palazzo Chigi verso i 5Stelle. Dopo il caso Tridico-Inps, l’impasse su 

Alitalia preoccupa seriamente il premier che ha messo, anche recentemente, 

più volte la faccia sul rilancio del vettore tricolore. E non è escluso 

che, dopo le polemiche sollevate, arrivi una severa moral suasion allo 

scopo di chiudere il dossier rapidamente. In ogni caso la Newco, tra 

passaggi procedurali, ok di Bruxelles e piano industriale, potrà essere 

pienamente operativa solo nel nuovo anno. Con sette mesi di ritardo 

rispetto ai programmi iniziali. 

vs 

(END) Dow Jones Newswires

October 01, 2020 03:02 ET (07:02 GMT)