Corrotti, criminali e latitanticon il passaporto di Cipro

GUIDO OLIMPIO Caffe.ch 17.10.20

Finisce un’epoca, dopo lo scandalo della cittadinanza

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Cipro, un’isola bellissima, la terra di Afrodite. Un luogo da visitare, un piccolo paradiso per turisti. Ma non solo per loro. Dopo l’impatto disastroso della crisi economica hanno pensato bene di far soldi vendendo, attraverso un sistema legale, la cittadinanza. Il richiedente straniero doveva versare non meno di 2.1 milioni di dollari, investendo nel Paese e acquistando proprietà. Offerta subordinata ad una condizione fondamentale: era essenziale avere la fedina penale immacolata, trasparente come le acque di alcune spiagge di questa meta storica nel mezzo del Mediterraneo. L’idea si è rivelata redditizia. Con questo metodo hanno incassato quasi 7 miliardi di euro, con richieste massicce da parte di cinesi, ucraini, russi nel periodo 2017-2019. Peccato che le maglie dei controlli si siano allargate in modo pericoloso. Un’inchiesta giornalistica di al Jazeera ha rivelato che tra coloro che hanno fatto richiesta del prezioso documento non mancano criminali, riciclatori, personaggi inseguiti dalle polizie. Almeno 70 individui avevano dei conti in sospeso. E vi sono stati episodi con il coinvolgimento di politici ciprioti impegnati personalmente per agevolare la concessione. Due di loro – il presidente del parlamento Demetris Syllouris e il parlamentare Christakis Giovanis – si sono dimessi. Erano stati filmati di nascosto durante la trattativa con un asiatico, l’uomo in realtà faceva da esca per i giornalisti.
Le rivelazioni dell’emittente – basata in Qatar, ricordiamolo, alleato della Turchia avversaria di Cipro – e le pressioni dell’Unione Europea hanno costretto il governo a reagire. Già nel maggio di un anno fa il parlamento ha varato misure più strette, poi in luglio ha introdotto la possibilità di revocare la cittadinanza ma ha fatto scudo sui nomi degli “illegali”. Adesso è stata annunciata la fine della pratica, lo stop dovrebbe scattare a partire dal primo novembre. Con grande scorno di oligarchi, trafficoni e uomini d’affari attirati dalle facilitazioni, dalla possibilità di avere un pezzo di carta che permetteva loro di aggirare le barriere comunitarie.
I ciprioti sono stati sempre intraprendenti. Pur colpiti dall’invasione dei turchi nella parte nord (1974), hanno sfruttato nel migliori dei modi la posizione geografica: sono nel Vecchio Continente ma “toccano” l’Oriente. La guerra civile libanese – Anni ’70-’80 – ha rafforzato il ruolo di punto di transito, molti hanno trasferito qui il centro delle attività. Insieme a chi voleva fare contratti sono arrivati esponenti di fazioni guerriglieri d’ogni colore. Palestinesi, curdi, sciiti filo-iraniani, armeni dell’Asala, estremisti giapponesi. E allo loro calcagna i servizi segreti a caccia di informazioni e target. Quella tradizione si è allungata nel tempo ed è stata poi affiancata dalla vena “economica”.
Una volta girava la battuta che se ti cade una cosa dal balcone a Larnaca hai una buona possibilità che colpisca in testa una spia. Scherzi a parte, l’isola è stata abilissima nel combinare l’anima geopolitica, la passione per i commerci con l’offerta per i vacanzieri. Del resto c’erano e ci sono gli spazi per tutti: strutture moderne, logistica, collegamenti aerei e navali, siti archeologici, alberghi, ospitalità. Senza dimenticare le agevolazioni fiscali per pensionati stranieri. Oltre “passaporti d’oro”. Ora si cambia.

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