Unicredit: la missione di Padoan (Mi.Fi.)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Pier Carlo Padoan conosce bene Unicredit, non solo 

perché da ministro dell’Economia dei governi Renzi e Gentiloni ha studiato 

a fondo il sistema bancario italiano, ma anche perché, prima di entrare in 

via XX Settembre, ha lavorato per l’International advisory board della 

banca allora guidata da Federico Ghizzoni. 

Oggi però l’economista romano, già direttore esecutivo per l’Italia del 

Fmi e vicesegretario generale dell’Ocse, torna in piazza Gae Aulenti con 

un ruolo molto diverso. Martedì 13 il cda lo ha infatti cooptato in vista 

della nomina a presidente che sarà deliberata dalla prossima assemblea. Un 

percorso simile a quello seguito nel 2017 da Fabrizio Saccomanni che a 

Padoan è assimilabile anche per il profilo internazionale e per i solidi 

rapporti con le istituzioni. 

Lo dimostrano le autorevoli dichiarazioni che nei giorni scorsi hanno 

accolto la nomina, a partire da quelle degli ex premier Mario Monti e 

Paolo Gentiloni: «Padoan è tra gli economisti italiani più autorevoli su 

scala mondiale», ha commentato il commissario Ue. Non vi è dubbio che oggi 

per più di una ragione Unicredit abbia bisogno di un presidente forte. Il 

periodo presenta molte complessità, a partire da quelle derivanti dalla 

crisi economica che hanno inevitabilmente messo sotto pressione le 

strutture della banca. 

C’è poi stata la vicenda Intesa-Ubi la quale, nel riaprire il risiko 

bancario, ha riproposto agli amministratori di Gae Aulenti il tema della 

strategia in Italia. Tema particolarmente caro alle fondazioni Crt e 

Cariverona che pure dal 2016 hanno visto pesantemente diluirsi le 

partecipazioni e quasi azzerarsi il peso nella corporate governance. Nelle 

ultime settimane è poi tornato di attualità lo scorporo delle attività 

estere che, come anticipato da MF-Milano Finanza il 2 ottobre, il ceo Jean 

Pierre Mustier vorrebbe quotare a Francoforte per raccogliere altro 

capitale e soprattutto tentare un merger internazionale. L’ipotesi avrebbe 

innescato un fitto dibattito nel board specie perché, in un momento in cui 

il titolo Unicredit quota ancora a forte sconto sul patrimonio netto, il 

rischio di una svendita appare forte. Tanto più che rumor ripresi da un 

recente report di Mediobanca accreditano Bnp Paribas (oltre 40 miliardi di 

capitalizzazione contro i 15,5 miliardi del gruppo italiano) come 

potenziale compratore delle attività estere. 

fch 

(END) Dow Jones Newswires

October 19, 2020 03:21 ET (07:21 GMT)