Fs: Gdf in sede per acquisire documenti su presunta corruzione (Rep)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Appalti assicurati a suon di polizze e liquidazioni 

generosissime. I finanzieri del nucleo di polizia economico finanziaria 

hanno bussato alla sede di Ferrovie dello Stato per una serie di 

acquisizioni disposte dalla procura di Roma che indaga su giro di 

corruzione che coinvolge le società del gruppo e Generali Ass.. Il 

fascicolo già conta i primi indagati. Nel mirino, scrive Repubblica, le 

gare bandite dall’azienda dal 2013 a oggi sui servizi assicurativi, tra 

cui anche quelli di “responsabilità civile terzi e operai” e “rischio 

incendio danni”. Appalti milionari che sarebbero finiti tutti ad una sola 

compagnia, Generali appunto, in pratica mono-fornitore dell’azienda da 

anni. In cambio, alcuni dirigenti anche di vertice di Fs, Rfi e Trenitalia 

avrebbero ottenuto polizze e liquidazioni vantaggiosissime. 

Tra le vicende all’attenzione del procuratore aggiunto Paolo Ielo e dei 

pubblici ministeri Claudia Terracina e Fabrizio Tucci ci sarebbe anche la 

maxi liquidazione ottenuta dall’ad e direttore generale del Gruppo 

Ferrovie dello Stato Gianfranco Battisti. Il manager -che per scelta 

dell’ex ministro dei Trasporti Danilo Toninelli due anni fa è stato 

promosso da responsabile dell’Alta Velocità al vertice del gruppo- nel 

2014 ha beneficiato di un maxi risarcimento da 1,6 milioni di euro per 

essere caduto in bagno durante una domenica di lavoro (in realtà, le 

liquidazioni erano due una per il danno e una di indennizzo per 

inabilità). 

Stando all’accusa dei magistrati, quel caso sarebbe solo la punta di un 

iceberg di un sistema che funzionava così e che ha permesso a Generali di 

essere, per anni e ancora oggi, l’asso pigliatutto delle gare bandite da 

Ferrovie. 

A ottobre del 2019, Italia Viva aveva presentato un’interrogazione 

parlamentare sulla gestione del gruppo, in cui si affrontava la questione 

del super indennizzo di Battisti, ma non solo quella. Il primo quesito 

riguardava proprio le coperture. I deputati Lella Paita e Luciano Nobili 

domandavano se fosse vero “che la gara per le coperture assicurative 

esperita dal Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane nel 2017 aveva 

registrato, dopo diversi anni di gestione mono-fornitore, un ribasso 

complessivo rispetto alla spesa storica di circa il 40 per cento, 

garantendo l’apertura dei servizi ad almeno sette istituti assicurativi di 

primario rating mondiale”. Secondo i parlamentari era un successo della 

gestione di Renato Mazzoncini, il ceo voluto da Matteo Renzi e silurato su 

due piedi da Toninelli in favore di Battisti. Quest’ultimo, stando 

all’interrogazione, appena nominato aveva rimosso dall’incarico i 

dirigenti che ave vano ottenuto quei risultati “riportando la gestione 

assicurativa nella precedente area organizzativa”. A Generali, quindi. 

Ora l’accusa di pubblici ministeri e finanzieri supera di gran lunga i 

quesiti inoltrati al ministero dei Trasporti e a quello delle Finanze 

perché il sospetto è che quell’egemonia, che somiglia tanto a 

un’esclusiva, Generali se l’assicurasse con polizze e risarcimenti da 

capogiro a chi doveva decidere l’assegnazione degli appalti. 

vs 

(END) Dow Jones Newswires

October 22, 2020 02:12 ET (06:12 GMT)