C’erano una volta il clima e BlackRock

Andrea Barolini16.10.2020 valori.it

Vi raccontiamo una storia: protagonisti il clima e il fondo BlackRock. E non è una storia a lieto fine (almeno per ora)

BlackRock è una multinazionale americana specializzata nella gestione di asset. Fondata nel 1988, è oggi la più grande azienda nel suo settore, con un patrimonio investito in tutto il mondo di circa 7.300 miliardi di dollari. All’inizio del 2020, una lettera agli azionisti firmata dal fondatore Larry Fink aveva fatto il giro del mondo, poiché lasciava ipotizzare una svolta “verde” per il fondo d’investimenti.

«Le imprese, gli investitori e i governi devono prepararsi ad una significativa riallocazione dei capitali. E ciò in un futuro prossimo. Più prossimo di quanto la maggior parte delle persone credano», si leggeva nel documento. «Riteniamo che gli investimenti sostenibili – aveva aggiunto Fink – rappresentino ormai il miglior modo di garantire solidità ai portafogli dei clienti». Ciò in quanto i cambiamenti climatici «rappresentano una crisi più strutturale e più di lungo termine» di qualsiasi altra crisi economica attraversata negli ultimi 40 anni.

Una posizione netta. Almeno a parole. Talmente tanto da aver suscitato il plauso di buona parte della stampa economica. Ma cosa è stato fatto poi in concreto? Numerose Ong ecologiste hanno analizzato le scelte effettuate da BlackRock. A partire dalle decisioni assunte nel corso delle assemblee generali delle imprese delle quali l’azienda newyorkese è azionista. Ebbene, secondo la società Proxy Insight, il gruppo ha votato a favore di risoluzioni destinate a proteggere clima e ambiente soltanto nel 13% dei casi. E pensare che nel 2019 la quota, pur sempre esigua, era stata pari al 20%.

L’Ong Majority Action, in un rapporto pubblicato a settembre, ha specificato che il fondo d’investimenti ha sostenuto solo 3 delle 36 risoluzioni sul clima presentate nelle assemblee di società quotate a Wall Street. E solo 2 delle 12 presentate dalla coalizione d’investitori Climate Action 100+: coalizione della quale la stessa BlackRock fa parte dall’inizio dell’anno…

Ad esempio, si è opposta alla proposta di chiedere al colosso delle fonti fossili Chevron di pubblicare un rapporto sui rischi legati alle proprie attività petrolchimiche. O ancora alla compagnia aerea Delta Airlines di rendere le proprie azioni di lobbying compatibili con l’Accordo di Parigi.

Le Ong sottolineano invece come altre società siano ben più coerenti tra ciò che proclamano e ciò che fanno concretamente. Secondo la stessa Majority Action, ad esempio, il colosso Pimco ha votato a favore di tutte le risoluzioni considerate fondamentali per il clima. La società francese Amundi lo ha fatto poi nel 78% dei casi. E perfino la banca americana JPMorgan Chase ha raggiunto il 53%. 

Ciò nonostante, in un recente rapporto BlackRock afferma di aver chiesto alle società di cui è azionista di adottare con più decisione politiche in linea con i criteri di sostenibilità sociale, ambientale e di governance (ESG). Nella speranza che, stavolta, non si tratti solo di iniziative lodevoli non seguite dai fatti.


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