Recovery Fund: slitta verso estate (Rep)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

“Non sarà possibile avere il Recovery Fund in funzione dal primo gennaio 2021 e anche il Bilancio Ue 2021-2027 sarà ritardato con possibili ripercussioni sugli esborsi”. L’allarme, scrive Repubblica, arriva da fonti diplomatiche europee in relazione alle difficoltà nei negoziati tra governi e Parlamento Ue per il varo dei 750 miliardi decisi a luglio. 

Un rischio-ritardo di uno o due mesi che farebbe slittare i fondi all’estate. Un serio danno di immagine per l’Europa, anche se dal punto di vista economico non sarebbe drammatico in quanto i governi i soldi del piano di rilancio li hanno già inseriti nei bilanci 2021 e riceverli in primavera o in estate non farebbe una differenza enorme. Cruciale, invece, che i fondi siano spesi al meglio. 

Un successo dei programmi nazionali aiuterebbe le colombe a combattere la prossima grande battaglia per il futuro dell’Unione: rendere permanente il Recovery Plan. Il rallentamento delle trattative sui 750 miliardi è dovuto alle norme per vincolare il rispetto dello stato di diritto all’accesso ai fondi pretese dai nordici, ma rigettate da Ungheria e Polonia, e per le richieste dell’Eurocamera di aumentare i fondi del budget Ue in favore dei programmi bandiera, come Ricerca ed Erasmus. Dopo il round negoziale di questa settimana emerge che un accordo sulla legalità potrebbe essere vicino, mentre restano distanze sull’aumento dei fondi. Si pensa comunque che un’intesa complessiva potrebbe arrivare entro la data limite di fine mese. 

Il punto è che dopo l’accordo europeo i parlamenti nazionali dovranno ratificare il pacchetto. Per incassare le ratifiche a Sure – il fondo creato da Paolo Gentiloni che sta raccogliendo 100 miliardi sui mercati e i cui primi soldi saranno destinati a Italia, Spagna e Polonia – ci sono voluti più di tre mesi. Difficile sperare che per il Recovery, strumento più controverso, possa volerci di meno. Oltretutto l’accordo finale finirà per scontentare qualcuno, con rischio rallentamento delle ratifiche se non di bocciature (queste sì che comporterebbero un disastroso rinvio al 2022). 

Da qui l’allarme: anche andando alla massima velocità e chiudendo l’accordo europeo a fine mese, sembra difficile che le ratifiche possano arrivare prima di Natale. Insomma, nella migliore delle ipotesi il Recovery slitterebbe di 1-2 mesi rispetto a inizio gennaio e così l’arrivo dei primi finanziamenti slitterebbe all’estate. Verrebbe inizialmente congelato anche il nuovo Bilancio Ue da oltre 1000 miliardi chiamati a finanziare le politiche dell’Unione. Ecco perché è in corso una lotta mediatica tra Parlamento Ue e governi per attribuirsi reciprocamente le colpe dei ritardi. Nei prossimi giorni, comunque, partirà il terzo round negoziale. 

Intanto, con la seconda ondata di Covid e l’economia dell’eurozona destinata a tornare in rosso nel quarto trimestre del 2020, si studiano le contromosse. Alcune capitali pensano di battersi per un allargamento del Recovery, anche se per molti non servirebbe perché i 750 miliardi sono ritenuti sufficienti. Tanto che i governi potrebbero non spenderli tutti. Il punto decisivo sarebbe un altro, quello suggerito da Christine Lagarde: rendere permanente il Recovery anche dopo la sua scadenza del 2025. Le colombe a Bruxelles e nelle Cancellerie ritengono che questo sarebbe l’ideale per continuare a sostenere l’economia nella seconda parte del decennio cambiando per sempre le ricette economiche dell’Unione. Probabilmente l’idea sarà proposta formalmente la prossima estate da Bruxelles insieme alle modifiche del Patto di stabilità che Paolo Gentiloni vuole rendere più leggero e legato al Green deal (senza cambiare i parametri di Maastricht ma ammorbidendoli e scorporando le spese verdi dal calcolo di deficit e debito). 

Per sperare di convincere i nordici ad accettare una simile rivoluzione, però, sarà necessario che i governi di Italia e Spagna non sprechino i fondi del Recovery Fund e che anzi, li usino per rilanciare le loro economie in modo strutturale. 

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(END) Dow Jones Newswires

October 23, 2020 02:22 ET (06:22 GMT)