Calcio: il Governo chiude la porta (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Il governo chiude la porta al calcio. Nonostante l’appello di Figc, Lega Serie A e Serie B, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, l’esecutivo non pare intenzionato a concedere aiuti economici ai club del massimo campionato italiano. 

Che il confronto fra l’esecutivo e la confindustria del pallone sia teso lo si evince anche dalle parole del presidente di Lega, Paolo Dal Pino. «Spero che il governo capisca, una volta per tutte, il valore del calcio come industria al di là di ogni superficiale demagogia», ha detto ieri, «siamo molto preoccupati: siamo vicini al collasso e temo che l’economia del Paese pagherà a caro prezzo le misure restrittive poste in essere». Con il nuovo dpcm le partite tornano a porte chiuse (da 1.000 spettatori), ma il ministro competente, Vincenzo Sapadafora, ha assicurato che una nuova sospensione della Serie A non è all’ordine del giorno. Allo stato, quindi, l’impatto economico delle nuove restrizioni appare modesto. Figc e Lega lamentano però che già nelle presenti condizioni l’industria del pallone italiana ha subito danni tali da spingere sull’orlo del fallimento diversi club. 

Fra questa e la passata stagione, stimano, la Serie A ha perso 600 milioni di ricavi fra minori incassi al botteghino e mancate sponsorizzazioni. A ciò si aggiunge il deprezzamento delle rose dei calciatori per 1,5 miliardi. «Il rischio di collasso del sistema è molto alto», conclude l’appello di Figc e Serie A, che il governo non sembra voler accogliere. Oltre metà dei 20 club del massimo campionato italiano paventa di non aver cassa sufficiente per pagare gli stipendi di novembre. E anche per le società con proprietà finanziariamente solide, come Roma, Juventus, Inter e Milan, le ingenti perdite rischiano di diventare una seria ipoteca sulla competitività futura. L’industria del calcio sta quindi esplorando strade alternative per sopravvivere alla crisi. La Figc è orientata a concedere maggiore flessibilità ai club nei pagamenti degli stipendi ai giocatori, consentendo a certe condizioni rinvii senza penalità. Da tempo, inoltre, si ragiona dell’introduzione di un tetto salariale per contenere la crescita dei costi a fronte di ricavi, nella migliore delle ipotesi, stagnanti. La misura è di difficile attuazione, se non altro perché andrebbe adottata a livello europeo per evitare un travaso di talenti dalla Serie A a tornei più ricchi come la Premier League. 

fch 

(END) Dow Jones Newswires

October 27, 2020 03:37 ET (07:37 GMT)