Cattolica Assicurazioni, acquisita da Generali a prezzo di saldo – Il vecchio gruppo dirigente, protagonista di questa sconcertante operazione, sarà spazzato via o ridotto ai margini, colpevole di aver privato il nostro territorio di un rilevante motore di sviluppo.( E BRAVO PAOLO BEDONI – PER LA TUA AMBIZIONE HAI DISTRUTTO UNA REALTÀ STORICA)

Verona.in.it 26.10.20

La surreale vicenda di Cattolica Assicurazionista concludendosi con l’ingresso formale di Generali nella società veronese tramite la sottoscrizione di un aumento di capitale di 300 milioni che la fa diventare il maggiore socio con il 24,46% del capitale sociale. Rimane aperta l’ulteriore capitalizzazione di 200 milioni per arrivare ai 500 previsti dalla richiesta Ivass, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni.

Nel laconico comunicato della società tutto è andato come previsto nell’intesa del giugno scorso, ma questa apparente normalità non può nascondere la vera natura dell’operazione, cioè la svendita di Cattolica come scelta estrema di un gruppo dirigente che, per salvare se stesso dopo una gestione risultata improvvisamente fallimentare, ha messo a disposizione proprietà, struttura e storia di una azienda cooperativa che era patrimonio di migliaia di soci e di una intera città.

Il suddetto comunicato definisce di partnership il rapporto con il nuovo maggiore socio, ma in realtà si tratta di una svendita, dal momento che l’ingresso è stato preventivamente condizionato alla trasformazione in Spadell’azienda, senza alcuna consapevole decisione dei soci, tramite un’assemblea virtuale di ratifica formale, utilizzando strumentalmente i vincoli derivanti dalla presenza del coronavirus.

Una vera e propria umiliazione dei soci e una violenza alla struttura cooperativa e alla storia della società. Con l’aggravante che i protagonisti del default finanziario di Cattolicaoggi si presentano come i suoi salvatori che l’hanno “messa in sicurezza” tramite “l’intesa con un partner di rilievo internazionale” dopo “l’imposizione della ricapitalizzazione da parte dell’Ivass”.

Ora il nuovo padrone ha provveduto alla nomina di tre nuovi membri del cda, dopo che altrettanti vecchi sono stati dimissionati, e già sta programmando alcune innovazioni sulla qualità dei servizi ai clienti.

Il vecchio gruppo dirigente, protagonista di questa sconcertante operazione, sarà spazzato via o ridotto ai margini, colpevole di aver privato il nostro territorio di un rilevante motore di sviluppo. Ma di questa ennesima sconfitta di Verona portano rilevante responsabilità anche i diversi gruppi organizzati dei soci di Cattolica. A parte il gruppo di “Casa Cattolica” che ha cercato, in condizioni di estrema minoranza, di opporsi con legittimi strumenti giuridici, gli altri, dopo essere stati formalmente accontentati con qualche riforma dello Statuto, poi resa insignificante, sono spariti nei successivi momenti decisivi sulle sorti della società.

In fondo, questa vicenda ha dimostrato che il patrimonio di storia e di innovazione economica e finanziaria rappresentato da Cattolica non ha suscitato particolare interesse in gran parte dei soci e nell’intera città, subito dimenticato di fronte alla prospettiva di maggiore sicurezza del proprio investimento. Un motivo di riflessione anche per la Chiesa locale, che ha sperimentato come anche coloro che si sono dichiarati formalmente cattolici, come previsto dallo Statuto di Cattolica, si sono ben guardati dal prendere posizione a difesa di una significativa realizzazione storica di quei principi.

Luigi Viviani