Pininfarina liquida i suoi ingegneri – La capogruppo chiude la sua controllata dopo appena due anni di vita: “Si è trovata a confrontarsi con un mercato ormai inesistente. Non è più strategica”. Sono 138 i licenziamenti. La Fim proclama lo sciopero

Lospiffero.con 27.10.20

La Pininfarina continua la razionalizzazione e semplificazione della struttura societaria “necessaria al mantenimento della continuità aziendale”, per questo ha messo in liquidazione Pininfarina Engineering, interamente partecipata, con l’avvio del licenziamento dei 138 dipendenti.

La notizia è stata comunicata dall’azienda in una nota nella quale spiega che è stato già nominato il liquidatore. Pininfarina Engineering, operativa dal 2018 nel mercato automobilistico dello sviluppo prodotto “chiavi in mano”, oltre a non essere ritenuta più strategica per lo sviluppo del Gruppo, ha subito negli ultimi due esercizi – spiega Pininfarina – una situazione fortemente negativa riconnessa all’andamento dei mercati di riferimento, il cui trend non appare tuttora in via di miglioramento. Inoltre, il protrarsi delle difficoltà evidenziate già dall’esercizio 2019, con volumi di vendita in calo e conseguente pressione su prezzi e margini, oltre alle difficoltà determinate dall’emergenza della pandemia da Covid-19 a livello mondiale, hanno causato l’aggravio della situazione economica, patrimoniale e finanziaria di Pininfarina Engineering. L’azienda, passata a fine 2015 nelle mani del gruppo indiano Mahindra, spiega che Pininfarina Engineering, con sede al Lingotto, si è trovata a confrontarsi con un mercato ormai inesistente, con conseguenti costi che non è più possibile sostenere.

L’azienda ha dichiarato un rosso consistente nel business a causa dei due progetti principali – uno in Iran e una start up cinese con sede a Hong Kong – che si sono rivelati fallimentari per via dell’embargo internazionale e per il fallimento della società cinese. Causando una perdita secca di 150 milioni di euro. Da febbraio, ha spiegato l’azienda ai sindacati, la Pininfarina Spa si è ritrovata a ripianare le perdite della sua controllata.

La strategia futura di Pininfarina “si focalizzerà totalmente sui servizi di design e sulle attività ad essi correlate (ingegneria a supporto dello stile e a supporto dello sviluppo e delle produzioni di one-off e piccole serie).

 “È un altro pessimo capitolo che si innesta nella lunga crisi economica del nostro territorio. Questa volta stiamo parlando di ingegnerizzazione dell’auto quindi di figure professionali di alto livello. Tale vicenda dovrebbe fare ulteriormente riflettere sul futuro dell’automotive a Torino e del suo indotto diffuso” affermano in una nota Edi Lazzi segretario generale della Fiom di Torino e Ugo Bolognesi responsabile della Pininfarina per i metalmeccanici della Cgil. “Se non c’è un progetto ben definito di rilancio del settore, se continua l’incertezza sui volumi produttivi e su cosa la fusione tra Fca e Psa porterà concretamente nella nostra città – affermano Lazzi e Bolognesi – continueremo ad assistere a questo continuo stillicidio di aziende e posti di lavoro. Del tavolo regionale sull’automotive si sono perse le tracce e questo è davvero inaccettabile”.

“Sicuramente da un’azienda cosi prestigiosa ci saremo attesi una politica di investimento in grado di svoltare verso l’elettrico o su nuovi segmenti di mercato senza dover ricorrere alla messa in liquidazione che lascia senza alternativa i lavoratori” afferma Arcangelo Montemarano della Fim Cisl. Il sindacato ha proclamato per domani uno sciopero di 8 ore con assemblea dalle 10 e presidio davanti ai cancelli della Pininfarina di Cambiano.