Economia: un anno di Lagarde (Mi.Fi.)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

«È stato un bel cammino, di certo non quello che mi aspettavo». Così Christine Lagarde ha descritto il suo primo anno alla presidenza della Bce, di gran lunga più tumultuoso di quanto potesse immaginare. 

La pandemia ha stravolto l’agenda dell’ex direttore generale del Fmi, arrivata a Francoforte con altre aspettative. Per capirlo bisogna ricordare gli ultimi mesi del mandato di Mario Draghi, che peraltro potrebbero diventare fonte di insegnamenti anche per i prossimi mesi di Lagarde. L’ex presidente nel settembre 2019 spinse per l’avvio di un nuovo Qe da 20 miliardi al mese per contrastare la bassa inflazione: il prezzo da pagare fu la forte opposizione, anche pubblica, da parte di Germania, Francia, Olanda, Austria e altri Paesi. Sabine Lautenschlaeger, membro tedesco del board, si dimise. Gli ultimi mesi del mandato di Draghi sono stati così segnati dalle critiche dei governatori del Nord, infuriati soprattutto con gli acquisti di titoli di Stato. 

Il nuovo Qe sarebbe partito a novembre, proprio con l’inizio della presidenza Lagarde. All’ex ministro delle Finanze francese spettava così soprattutto un compito: non quello di definire nuove misure (a questo ci aveva pensato già Draghi), ma quello di riportare l’ordine in un consiglio direttivo spaccato. Sin dalle prime dichiarazioni Lagarde ha accettato questo ruolo: si è presentata come «facilitatrice del consenso» e «gufo saggio», una categoria oltre le consuete differenziazioni tra governatori falchi e colombe.La sua presidenza aveva, secondo le attese, un programma centrale: la revisione della strategia della Bce, la prima dal 2003, con la modifica dell’obiettivo di inflazione, che è tuttora quello del «sotto ma vicino al 2% nel medio termine». Un progetto importante, ma che avrebbe dovuto svilupparsi in molti mesi, dando a Lagarde tutto il tempo necessario per abituarsi al nuovo incarico di banchiere centrale. 

fch 

(END) Dow Jones Newswires

November 02, 2020 02:56 ET (07:56 GMT)