B.Mps: serve altro capitale (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Mps si prepara al sesto aumento di capitale degli ultimi 12 anni, il secondo realizzato quasi interamente con fondi pubblici che porterà l’importo delle risorse drenate dopo la fatidica acquisizione di Antonveneta del 2008 ben oltre i 20 miliardi di euro. 

Ieri il cda della banca ha confermato le indiscrezioni su un imminente rafforzamento patrimoniale. Le nuove munizioni serviranno a fronteggiare gli impatti del deal con Amco e i nuovi accantonamenti per rischi legali contabilizzati nel trimestre. Dopo la sentenza del Tribunale di Milano sulle vicende Alexandria e Santorini il board ha infatti deciso di recepire subito in bilancio il potenziale effetto del contenzioso, portando gli accantonamenti a 768 milioni. Una decisione presa malgrado le perplessità sorte all’interno del consiglio nell’ultima settimana. 

Alcuni amministratori infatti avrebbero chiesto di attendere le motivazioni della sentenza prima prendere iniziative sul fronte contabile, anche se alla fine si sarebbe imposta la linea dell’amministratore delegato Guido Bastianini. Se le prime stime parlano di un rafforzamento di circa due miliardi, restano aperte diverse ipotesi. Da un’operazione di re-insuring per trasferire il rischio di credito sui prestiti in bonis al collocamento di un bond Additional Tier 1 fino a un’emissione di azioni. Anche se alcune di queste opzioni contemplano l’intervento di privati, è chiaro che gran parte del peso ricadrebbe sulle spalle del Tesoro che, dopo i 6,9 miliardi investiti nel salvataggio del 2017, dovrà di nuovo mettere mano al portafoglio. A fronte di questo nuovo sforzo patrimoniale via XX Settembre vorrebbe però risolvere in via definitiva la partita Mps, individuando un partner e avviando così il processo di privatizzazione. 

Gli incentivi non mancherebbero perché, se il deficit di capitale sarebbe colmato direttamente dallo Stato (che ha già a disposizione gli 1,5 miliardi previsti dal dl Agosto), un ulteriore miliardo potrebbe coprire il costo degli esuberi in uno schema simile a quello attuato nel 2017 con il salvataggio delle due banche venete. Senza contare che l’eventuale compratore beneficerà di 3,6 miliardi di attività per imposte differite (dta), cioè crediti fiscali legati alle ingenti perdite di Mps. 

fch 

(END) Dow Jones Newswires

November 06, 2020 02:32 ET (07:32 GMT)