Lvmh: Arnault, 200 mln investiti in 1 anno in Italia (Sole)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

“Abbiamo investito in un anno 200 milioni in Italia”. Lo afferma in un colloquio con Il Sole 24 Ore Antoine Arnault, figlio del fondatore Bernard e responsabile comunicazione e immagine del gruppo Lvmh. 

“Lvmh è nato a Parigi, ma per noi l’Italia è importante come la Francia. Vi produciamo soprattutto per la divisione moda e pelletteria e abbiamo 30 manifatture che lavorano per le maison italiane e per quelle francesi, come il calzaturificio di Louis Vuitton a Fiesso d’Artico. Nel 2019 abbiamo investito in Italia oltre 200 milioni di euro, una grande cifra da destinare a un solo Paese. L’anno scorso abbiamo aperto la nuova manifattura Celine sempre in Toscana, qualche settimana fa abbiamo ampliato quella di Thélios (joint venture per l’occhialeria di Lvmh con la veneta Marcolin, ndr) e oggi ecco Fendi. Investiamo molto nella formazione dei giovani artigiani, anche con il nostro Institut des Métiers d’Excellence, un programma che in Italia è particolarmente attivo. Non solo ci basiamo sul know how italiano, ma ne facciamo parte”, spiega. 

Contro la pandemia “anche durante il lockdown abbiamo passato degli ordini ai nostri fornitori: sapevamo che non avevano i mezzi per superare un periodo così, a differenza di un grande gruppo come Lvmh. E proprio durante il lockdown le nostre maison hanno dimostrato di non voler mettere in secondo piano la sostenibilità, che resta una priorità assoluta”. 

“Il gruppo Lvmh è impegnato nella tutela dell’ambiente da 30 anni, quando la sostenibilità non era così di moda. Abbiamo raggiunto obiettivi di Life 2020 in anticipo sulla programmazione, come il taglio del consumo di energia dei nostri negozi: avevamo come target una riduzione del 15% entro il 2020, abbiamo ottenuto il -21% nel 2019. Nel 2021 lanceremo Life 360, con obiettivi per il 2023, il 2026 e il 2030. Saranno ancora più ambiziosi e riguarderanno, oltre al clima, la difesa della biodiversità, che sarà il grande, prossimo fronte di impegno di ogni industria. Di nuovo, non si tratta di mero altruismo, ma anche di tutelare il nostro business. Se la temperatura aumenterà di due gradi nei prossimi 20 anni, neanche noi potremo più produrre champagne nella Champagne”, conclude. 

pev 

(END) Dow Jones Newswires

November 13, 2020 02:37 ET (07:37 GMT)