Mps, la mossa del Tesoro per i rischi legaliBis dell’operazione Hydra sui crediti deteriorati: i 10 miliardi di richieste danni, assieme agli accantonamenti, da cedere a una società statale

Lanazione.it 17.11.20

Altro che proroga della permanenza nel capitale, aperture dopo la lettera inviata dal presidente della Regione Eugenio Giani e le dichiarazioni di molti esponenti politici. Il ministero dell’Economia vuole chiudere il dossier Monte dei Paschi in fretta, forse anche prima della scadenza concordata con l’Europa. Per questo il ministro Gualtieri starebbe preparando un pacchetto di misure per attirare potenziali acquirenti di Mps, tra le quali un progetto mirato a liberare la banca dei circa 10 miliardi di rischi legali che ne ostacolano la privatizzazione, secondo fonti vicine al dossier. Lo rivela l’agenzia Reuters, che sulla spinta alla privatizzazione del Monte ha dedicato diversi lanci e anticipazioni delle mosse del Tesoro.

Che resta tetragono alle pressioni di chi, dentro i partiti al governo e nel sindacato, vorrebbe mantenere la banca sotto controllo pubblico. Gualtieri conferma l’impegno assunto con l’Europa a vendere o diluire il 68% che detiene in Mps dopo il salvataggio del 2017, costato ai contribuenti 5,4 miliardi di euro.

Oggi il Monte capitalizza 1 miliardo e 300 milioni, dopo le ultime vicissitudini (sentenza di condanna per Profumo e Viola con relativi accantonamenti, operazione Hydra con oltre un miliardo di asset patrimoniali ceduti, perdite nei conti attorno al miliardo e mezzo) avrebbe bisogno di almeno 2 miliardi di euro di capitale fresco per restare nei parametri fissati dalla Bce. 

Quale sarebbe il piano secondo la Reuters? Tasferire i rischi legali che gravano su Mps a una società controllata dallo Stato, assieme al miliardo di euro accantonato dalla banca per far fronte ai rischi legali. Lo stesso modello dell’operazione Hydra, perfino con importi simili. Sono 10 i miliardi che Mps rischia di pagare per risarcimenti, ma nella cifra ci sono anche i 3,8 miliardi che la Fondazione Mps avrebbe intenzione di richiedere per gli aumenti di capitale. Se Amco si è accollata 8,1 miliardi di crediti deteriorati, secondo le indiscrezioni sarebbe Fintecna, la controllata di Cassa Depositi e Prestiti, ad accollarsi i rischi legali. Oppure una società creata ad hoc. Il Governo ha già accantonato 1,5 miliardi di euro per aiutare Mps nel decreto sul sostegno alle istituzioni finanziarie. In caso la società che si accolla il rischio danni, non avesse i soldi sufficienti, il Monte resterebbe responsabile, ma sarebbe garantito dallo Stato. 

Un’altra misura per incentivare l’eventuale acquirente sta per essere ufficializzata nella manovra per il 2021: un incentivo fiscale alle operazioni di aggregazione, fusione deliberate in assemblea tra gennaio e dicembre 2021. E riguarderebbe le note attività fiscali differite, che per l’affare Mps sfiorano i 3 miliardi. 

E mentre il Tesoro cerca tutte le strade per convincere Unicredit o altri a comprarsi il Monte, il grande accusatore Giuseppe Bivona invia un esposto alla Consob (e anche alle procure di Roma e Siena) per denunciare “la natura gravemente frammentaria ed incompleta” delle informazioni diffuse da Mps sulla “effettiva solidità patrimoniale” della banca e chiedere all’authority di Borsa di fare chiarezza sull’effettivo ammanco di capitale e sulle garanzie prestate dal Mef per colmarlo. Bivona contesta al Monte di aver aspettato dal 5 al 13 novembre la rivelazione dei rischi di ’shortfall’ del capitale, sotto i requisiti minimi. E di non aver dichiarato l’esatta quantità di capitale mancante.

Pino Di Blasio