Sace: per Cdp prezzo offerto da Mef non è giusto (Mess)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Il ritorno di Sace alle origini, che sembrava un passaggio pacifico, è impantanato per una differenza di prezzo di circa 400 milioni. Il decreto Liquidità di aprile prevede il trasferimento del controllo della società (attiva nell’assicurazione del credito e garanzie pubbliche) da Cdp, che l’acquistò dal Tesoro nel 2012 per volontà di Giulio Tremonti, al vecchio proprietario. E il decreto Agosto ha anche fissato il prezzo: fino a 4,5 miliardi da pagare in titoli in stato (Bot e Btp). Si tratta di un’operazione delicata perché tra parti correlate, col faro puntato del mercato, della Corte dei Conti e dell’Antitrust. La congruità del valore economico della transazione è quindi fondamentale. 

Sulla transazione, scrive Il Messaggero, ieri si è svolta una call fra advisor, massimi esponenti di Cdp e del Tesoro, in vista dell’informativa che oggi il ceo della Cassa, Fabrizio Palermo, presenterà al cda assieme all’informativa sullo stato delle trattative su Aspi e altri finanziamenti ordinari. 

Nella videoconferenza di ieri si sono confrontate le due posizioni. Cassa non ritiene adeguato il valore indicato nel decreto Agosto e chiede di integrare la differenza fino a sfiorare 5 miliardi mantenendo la proprietà di tre asset facenti capo a Sace: il 100% di Sace Bt, società che assicura crediti a breve termine; il 100% di Sace Fct, attiva nel factoring delle pmi; il 76% di Simest, la società dei finanziamenti agevolati per conto della Farnesina e interventi in equity in piccole imprese che esportano, il cui 24% è in mano a Unicredit, Intesa Sanpaolo, Eni, Banco Bpm, Mps, Bnl, Iccrea, Confindustria e altri minori. 

Una lettura politica di questo ritorno al passato di Sace e della sua attività si traduce nella volontà del Pd di avere influenza diretta sulla società che gestisce garanzie pubbliche e quindi una leva sulle imprese; non dissimile la motivazione dei Cinquestelle di avere tramite Simest uno strumento di sviluppo delle aziende. Inoltre, siccome il rischio sulle garanzie pubbliche è interamente in capo al Mef, esso ha voluto assumere direttamente il controllo della governance societaria. 

Tornando al rallentamento del trasferimento a causa di una divergenza sul prezzo, il consulente di Cdp considera non proporzionati i 4,5 miliardi in titoli di Stato rispetto al prezzo pagato otto anni fa di 6 miliardi. Ma il Tesoro ribatte che in quei 6 miliardi c’era un corposo dividendo straordinario che la partecipata ha riconosciuto al suo azionista di maggioranza. 

Un’altra questione sul tavolo è la governance complessiva. Gli attuali vertici Sace – presidente Rodolfo Errore (in quota Pd), l’ad Pierfrancesco Latini (ex chief risk officer di Cdp) – sono stati scelti dal board di Cdp. E il passaggio azionario al Mef presupporrebbe un cambio di governance anche nei consigli delle controllate atteso, per esempio, che nel cda di Sace ci sono dirigenti Cdp come Ilaria Bertizzolo che è anche nel cda di Simest, mentre un dirigente Sace come Simonetta Acri siede nel cda Sace Fct. L’impasse non è detto si risolva entro fine anno e questo potrebbe creare un problema di bilancio in quanto il rendiconto Sace deve essere consolidato in quello di Cdp, se essa dovesse passare al Tesoro prima. C’è da dire che allo stato sembra che il cfo di Cassa, Pierfrancesco Ragni, stia lavorando per consolidare Sace nei conti di Via Goito. 

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(END) Dow Jones Newswires

November 26, 2020 02:05 ET (07:05 GMT)