Aspi: Cdp frena e chiede altre verifiche (Mess)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Cassa depositi e prestiti frena su Autostrade per l’Italia, allungando ancora una volta la telenovela sul destino della società concessionaria. 

Lo scrive Il Messaggero spiegando che entro lunedì 30, termine posto da Atlantia per ricevere l’offerta vincolante, la società di Via Goito non ritiene di essere nelle condizioni per procedere. Non per il mancato via libera del piano economico finanziario, inviato da Aspi e ancora in stand by in mano al governo, anche se due giorni fa ci sarebbe stata convergenza tra Mit, Mef e Palazzo Chigi sull’aumento delle tariffe dell’1,64%: ora le carte saranno inviate al Cipe e poi alla Corte dei Conti. Il nodo vero è la vicenda giudiziaria apertasi due settimane fa con i domiciliari inflitti all’ex ad Giovanni Castellucci per le criticità, in termini di sicurezza, delle barriere fonoassorbenti Integautos presenti in 60 km su 3 mila: la circostanza non è rassicurante agli occhi di Cassa e soprattutto dei fondi Blackstone e Macquarie che erano pronti a partecipare alla newco con una quota del 60%. 

Ieri durante il cda della società pubblica controllata all’83,1% dal Tesoro e al 15,9% dalle fondazioni, l’ad Fabrizio Palermo avrebbe relazionato sullo stato delle negoziato. Lo stop momentaneo a qualunque operazione sull’infrastruttura autostradale di cui Atlantia detiene l’88% nasce dalla diffidenza nei confronti delle evoluzioni dell’inchiesta. 

Palermo avrebbe spiegato che sono i due fondi internazionali ad aver puntato i piedi in maniera netta con una posizione di chiusura da lui condivisa perché a questo punto della vicenda sarà necessario compiere ulteriori valutazioni. Non c’è più nemmeno lo strascico della manleva che fino a due mesi fa aveva provocato lo stand and go nel negoziato: pare che alcuni pareri legali abbiano confermato che la soluzione di parcheggiare una parte della somma offerta in un escrow, cioè in una riserva, possa far superare qualunque diffidenza. 

Adesso invece, la cordata Cdp che è assistita da Unicredit e Citi ritiene che la due diligence debba accertare se la posta dei costi straordinari proposta da Autostrade sia sufficiente per garantire la manutenzione dell’intera rete. Finora Aspi ha stanziato 170 milioni per puntellare le criticità. Ma Cdp e i suoi alleati vogliono fare loro accertamenti rispetto alla messa in sicurezza e ai lavori compiuti dalla concessionaria tra fine 2019 e gennaio 2020. 

vs 

(END) Dow Jones Newswires

November 27, 2020 02:10 ET (07:10 GMT)