Unicredit: quanto può costare Mps (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

In borsa ieri Unicredit e B.Mps hanno viaggiato a velocità opposte. La prima ha perso il 5% a 8,64 euro, fra i peggiori titoli di Piazza Affari, dopo che dalla riunione informale di ieri del cda ha incrinato la posizione dell’ad Jean Pierre Mustier, che poi in serata ha dato la disponibilità a dimettersi. 

L’incertezza non piace ai mercati e il titolo è sceso. L’opposizione del ceo Mustier a operazioni di m&a in generale, a meno che non siano neutrali per la solidità del gruppo, ha indebolito il suo ruolo nella banca e l’arrivo di un manager vicino alle posizioni del governo fa temere almeno a una parte degli investitori che si stia avvicinando una fusione Unicredit-Mps che vada a pesare anche sulle spalle degli azionisti del gruppo milanese. Per contro la banca di Siena ha guadagnato il 3% a 1,16 euro grazie all’evidenza che il Mef sta cercando di trovare una soluzione definitiva per una banca che deve affrontare il quarto aumento di capitale negli ultimi dieci anni e ha già assorbito quasi 12 miliardi di fondi pubblici. E che ieri ha concluso la vendita della parte preponderante degli immobili inclusi nel portafoglio in corso di cessione ad Ardian, closing che rientra tra gli impegni assunti con la Commissione Europea nel Piano di Ristrutturazione 2017-2021 e che, stima la banca stessa, ha un impatto positivo sul Cet 1 di circa 10 bps rispetto al valore registrato al 30 settembre. 

Alle intenzioni del ministro dell’Economia, che sarebbe disposto a chiudere il capitolo Siena con un’altra importante operazione statale, fa eco l’opposizione del M5S che non intende regalare la banca ripulita a Unicredit, giudicata appunto la controparte più interessante dal Mef. Giuseppe Bivona, fondatore di Bluebell Partners, ha chiesto alla Bce di bloccare il closing della cessione dei crediti deteriorati ad Amco, previsto per oggi, visto che non si sa ancora quale sia l’esatto aumento di capitale che Siena deve affrontare, né le cause specifiche (con i relativi impatti) che hanno portato a questa situazione.Nel frattempo gli analisti di Keefe, Bruyette & Woods, guardando al panorama bancario italiano e alle possibilità di m&a, fanno alcune considerazioni. Gli analisti tra l’altro hanno analizzato una fusione Unicredit-Mps che, in base ai loro calcoli, comporta una necessità di capitale aggiuntivo per 4,5 miliardi di euro (al netto di ulteriori cessioni di npl) e la sterilizzazione dei 10 miliardi di cause legali in capo a Siena. 

Per valutare la potenziale fusione, i broker americani hanno ipotizzato un accordo con sinergie pari al 30% della base di costi attesi nel 2020 in capo all’istituto affidato all’ad Guido Bastianini e oneri di ristrutturazione equivalenti a due volte le sinergie di costo su base annuale. Kbw ha ipotizzato un Cet1 del 9% per Mps alla fine del terzo trimestre (pro forma per la transazione Amco in corso). Gli analisti concludono che tale operazione soddisferebbe i loro criteri solo se si trovassero almeno 4,5 miliardi di capitale aggiuntivo per Mps, che non deve tuttavia essere pagato da Unicredit. E questo potrebbe arrivare in parte dai 2,9 miliardi di bonus fiscali derivanti dalle Dta in capo alla banca senese. Che trovano il Mef favorevole, ma i grillini contrari. 

fch 

(END) Dow Jones Newswires

December 01, 2020 02:07 ET (07:07 GMT)