Unicredit: frattura con Mustier perchè non c’era strategia (Mess)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

“Non c’era dissenso su singole operazioni, tanto meno su Mps, ma finita la fase di ristrutturazione, doveva iniziare quella dell’espansione del business. Niente di tutto questo”. Il racconto di un consigliere autorevole, spiega al Messaggero le cause del divorzio consensuale con Jean Pierre Mustier, deflagrato in tutta evidenza al termine della maratona informale di domenica scorsa. 

“C’è stata una lunga discussione sulle strategie, cosa deve diventare questa banca e lui non era in sintonia con l’intero cda”. Mustier lo ha ammesso nella dichiarazione rilasciata con il comunicato dell’altra sera in cui si ritirava dal suo ruolo: “La strategia del Piano Team 23 e i suoi pilastri fondanti non sono più in linea con l’attuale visione del cda”. 

Non è chiaro se Mustier abbia fatto come il principe di Condè di manzoniana memoria che, la notte prima della battaglia di Rocroi, dormì profondamente. Certo è che lunedì mattina alle 9h30, avrebbe chiamato il presidente Cesare Bisoni comunicandogli la sua intenzione di farsi da parte. Era un evento atteso, da come si era concluso il confronto la sera prima. Il tempo di fare le convocazioni urgenti e alle 18h00 si è riunito il cda, naturalmente da remoto, come la riunione del giorno prim all’unanimità ha preso atto della decisione di non ricandidarsi. Ma le ricostruzioni dell’ultimo anno, sottolineano che i rapporti fra le parti si stavano sfilacciando per divergenze di vedute. “Due volte in cda si sarebbe parlato dell’opzione B.Mps -prosegue il consigliere- con comunicazioni del presidente e dell’ad. E’ una ipotesi che oggi non sta sul tavolo e non è stato il motivo della rottura. Comunque in futuro potremo eventualmente esaminarla a condizione che non abbia un costo di capitale. Fatte le debite differenze, deve essere neutra come le venete per Intesa, serve una dote adeguata, non i 2,5 miliardi di aumento che il Mef dovrebbe versare. Ci sono le Dta, ma M5S ha ridotto il beneficio e poi le passività legali che il tesoro non sa come risolvere: come fa un ente sia pure a controllo pubblico a trasferire questi rischi a carico dello Stato?”. 

Da sei mesi Mustier portava l’ipotesi della International bank da quotare a Francoforte: “più ne parlava meno ci convinceva, questa era l’unica sua proposta strategica. Noi gli abbiamo detto spesso: serve un’opzione strategica anche a costo di dover rivedere Transform 2019, nulla”, conclude il consigliere spiegando che “ora è chiaro che in assenza di una strategia complessiva, la frattura era inevitabile”. 

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(END) Dow Jones Newswires

December 02, 2020 02:14 ET (07:14 GMT)