B.Mps: M5S chiede azione responsabilità contro Profumo e Viola (milanofinanza.it)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Mps resta al centro degli interessi del Movimento 5 Stelle. Emerge anche da un’interpellanza firmata da otto parlamentari grillini, in primis il senatore Elio Lannutti, a seguire Corrado, Croatti, Angrisani, Lanzi, Botto, Trentacoste e Vanin. Il M5S, si legge su milanofinanza.it, chiede al ministro delle Finanze, Roberto Gualtieri, di deliberare un’azione di responsabilità contro gli ex vertici Alessandro Profumo (ex presidente) e Fabrizio Viola (ex ad), condannati in primo grado a ottobre dal Tribunale di Milano in un filone dell’indagine su Mps legato ai derivati Alexandria e Santorini. L’accusa era di false comunicazioni sociali e manipolazione informativa (aggiotaggio) per la contabilizzazione dal 2012 alla semestrale 2015 di derivati per 5 miliardi presentati a bilancio come Btp. I due manager hanno annunciato il ricorso in appello. 

Il M5S chiede al Mef di promuovere “un’azione risarcitoria in solido contro gli ex amministratori Profumo e Viola, in solido con le banche estere Deutsche Bank e Nomura per 7-8 miliardi di euro, per scongiurare che venga addossato ai contribuenti (peraltro in un momento così difficile per il Paese) il costo dell’ennesimo salvataggio di Mps (7-8 miliardi di euro)”. I grillini sono contrari ad uno Stato che ripulisce la banca senese e se ne accolla ora un quarto aumento di capitale negli ultimi dieci anni per poi farla acquisire da un altro istituto, che il Mef avrebbe individuato in Unicredit. 

I firmatari chiedono poi se il governo non ritenga di dover “procedere con la revoca di Alessandro Profumo dalla carica di consigliere da qualunque società partecipata dallo Stato (ovvero Leonardo) in quanto ha minato il pactum fiduciae dopo la condanna in primo grado del 15 ottobre 2020, con cui Profumo è stato anche interdetto dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese nonché incapace di contrattare con la pubblica amministrazione per la durata di anni due”, dopo un secondo procedimento penale, dove risulta indagato per falso in bilancio e manipolazione informativa con riguardo alla contabilizzazione delle sofferenze di MPS, e un terzo procedimento, come ex amministratore delegato di Unicredit, che lo ha visto oggetto di un provvedimento di pignoramento di un quinto dello stipendio”. 

Il 13 novembre scorso, ricorda poi l’interpellanza, Mps ha pubblicato la relazione finanziaria relativa al terzo trimestre da cui è emersa l’esistenza di uno shortfall di capitale, ovvero di un disavanzo di capitale rispetto ai requisiti fissati dalla Bce “e ha addirittura rappresentato che il presupposto di operare in continuità aziendale faceva affidamento sull’impegno del Ministero dell’economia di fornire il supporto patrimoniale necessario per garantire il rispetto dei requisiti di capitale minimi ovvero per sopperire allo shortfall”. 

Il Ministero, ritengono i grillini, “avrebbe allo studio la cessione di Mps a Unicredit previa una ricapitalizzazione attuata mediante un aumento di capitale in Mps tra 2 e 2,5 miliardi di euro, un intervento legislativo finalizzato in sostanza a trasformare in patrimonio 3 miliardi di euro di deferred tax asset altrimenti inutilizzabili da Mps e l’accollo allo Stato delle passività legali da cui Mps è schiacciata per effetto delle operazioni Deutsche Bank e Nomura (5,6 miliardi di euro) al netto degli accantonamenti a fondo rischi, una manovra quantificabile in non meno di 7-8 miliardi di euro a carico dei contribuenti”. Fatto su cui il Movimento è contrario. Oggi la V Commissione della Camera ha dato il via libera all’emendamento dei Cinque Stelle che pone un tetto a 500 milioni di euro nei bonus fiscali derivanti dalle Dta. 

alb 

(END) Dow Jones Newswires

December 03, 2020 09:17 ET (14:17 GMT)