B.Mps: Siena prova a ballare da sola (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Monte dei Paschi di Siena vuole ballare da sola. Rischiando, però, di spaccare il governo. Ieri la banca ha annunciato la convocazione del cda per giovedì 17 dicembre. 

In quell’occasione l’istituto guidato dall’ad Guido Bastianini presenterà il nuovo business plan. «Il documento, che costituisce il presupposto necessario per l’avvio dell’interlocuzione con DG Comp, conterrà taluni scenari di fabbisogno patrimoniale coerenti con le ipotesi di piano strategico», si legge nella nota diramata da Rocca Salimbeni. Il percorso avrà ritmi serrati visto che «entro la fine del mese di gennaio», la banca «sottoporrà alla Bce il proprio capital plan comprensivo delle misure propedeutiche al necessario rafforzamento patrimoniale». 

A dimostrazione che la volontà del management dell’istituto a controllo statale (64,23%) è di giocarsela stand alone. Un’opzione gradita al fronte sindacale e soprattutto ai 5 Stelle, oltre che al Pd toscano forte del controllo della Regione. Tale ipotesi allontanerebbe il merger con Unicredit che, invece, sarebbe preferita dal Pd nazionale (e da Massimo D’Alema), schieramento di cui è espressione il neo presidente dell’istituto milanese Pier Carlo Padoan. Quel che è certo è che Rocca Salimbeni ha necessità di un rafforzamento di capitale rilevante, stimato dal mercato in 2,5 miliardi, più del doppio dell’attuale capitalizzazione, 1,19 miliardi. L’istituto sta valutando lo spin-off dei contenziosi ancora in essere, che ammontano a oltre 6 miliardi, per destinarli a una newco. Il tutto dopo la cessione del pacchetto miliardario di npl ad Amco, controllata dallo Stato. 

Il progetto stand alone che sta portando avanti Bastianini, favorevole a restare sotto il cappello del Tesoro, può essere poi il viatico di una fase-2 che prevederebbe l’aggregazione con la Popolare Bari sotto la regia di Mcc. In attesa di capire il futuro di Carige – banca che il manager ora a Siena ha già gestito -, altro possibile istituto da coinvolgere in una sorta di polo pubblico del credito se Cassa Centrale Banca a fine anno non dovesse rilevare il controllo dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (80%). 

fch 

(END) Dow Jones Newswires

December 04, 2020 02:11 ET (07:11 GMT)