Gli indiani fanno sul serioe vogliono Lugano Airport

ANDREA STERNÈ caffè.ch 5.12.20

più di un terzo incomodo. Il gruppo indiano Skn non partecipa alla corsa per la gestione dell’aeroporto di Lugano solo per assistere al duello tra la cordata rappresentata dall’ex vicesindaco Giovanna Masoni e quella guidata dall’imprenditore Stefano Artioli. Il gruppo Skn partecipa per vincere.
E, stando ai bene informati, ha delle possibilità di farcela. Perché la più esotica delle sette candidature per Lugano Airport, da taluni accolta con battutine beffarde, è sicuramente più solida di quanto i luoghi comuni vorrebbero far pensare. Oltre a vantare inaspettate radici sul territorio ticinese.
L’investimento ammonterebbe a 60 milioni di franchi, spiegano fonti del gruppo Skn, che può vantare al suo interno una divisione specializzata nella gestione aeroportuale, la Gap Avia. Il suo manager Singh Virender si è occupato in prima persona dello sviluppo di diversi aeroporti, oltre ad aver curato la pianificazione dell’area operativa dell’aeroporto di Mumbai, uno dei più trafficati in India.
Il team di Virender è completato da altri esperti aeronautici, tutti con robusti curriculum a livello internazionale. L’idea sarebbe quella di sfruttare queste competenze “non per semplicemente riprendere l’aeroporto di Agno in quanto tale, ma per trasformarlo in una struttura all’avanguardia e proiettata verso il futuro”. Per farlo, il gruppo Skn si dice “pronto a collaborare con chi dovesse condividere la medesima visione”, pur lasciando intendere di avere la capacità e i mezzi per portare avanti il progetto da solo.
A interessare sono le nuove tecnologie dell’aviazione – dagli aerei elettrici ai droni-taxi – che permetterebbero di sviluppare nuovi filoni di attività rendendo nel contempo superfluo un allungamento della pista. Ma il progetto prevede pure lo sviluppo dell’aviazione d’affari e del trasporto cargo.
Il referente del gruppo è il barone Daniel von Rechitar, da decenni attivo nel campo dello sviluppo commerciale, industriale e residenziale negli Stati Uniti e in Europa. Di recente von Rechitar è stato più volte in Ticino per valutare possibili investimenti. L’aeroporto di Lugano sarebbe l’opportunità da lui ritenuta più interessante.
Il gruppo Skn vorrebbe fondare le sue basi sul personale già esistente. E appoggiarsi su alcune personalità di primo piano che per ora preferiscono restare in incognito. Si tratta ad ogni modo di persone di grande esperienza nei rispettivi settori, che favorirebbero l’inserimento degli indiani mantenendo nel contempo una continuità a livello locale.
Nei prossimi giorni i suoi rappresentanti incontreranno il gruppo di lavoro per Lugano Airport. Sarà l’occasione per dimostrare che quella per l’aeroporto non è una corsa a due. Sebbene uno di questi due gruppi, quello rappresentato dall’avvocato Masoni Brenni, abbia proprio in questi giorni ribadito di avere una visione che coincide esattamente con quella indicata dalla Città nel bando. “Non si tratta di un progetto immobiliare – ha sottolineato Masoni Brenni – ma di un progetto teso al raggiungimento dell’obiettivo di consolidare e sviluppare ragionevolmente e durevolmente l’aeroporto, per Lugano e per tutta la regione Ticino”.