Eni: pace kazaka da 383 milioni (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Arriva la pace kazaka, che costerà all’Eni circa 383 milioni di dollari ma mette un punto sullo sviluppo futuro del giacimento super-giant di Karachaganak. Si chiude cosi, e stavolta davvero definitivamente, la disputa che si trascinava da 5 anni sulla divisione dei ricavi assicurati alle casse statali dal giacimento operato dal consorzio Kpo, di cui la compagnia petrolifera italiana detiene il 29,5% (alla pari con Shell) e del quale fanno parte anche Chevron (18%), Lukoil (13.5%) e il campione nazionale KazMunayGas (10%). 

La sanzione complessiva comminata dal governo del Kazakhstan ammonta a 1,3 miliardi di dollari, divisi pro-quota tra i partner. Ma dietro l’accordo c’è molto di più: esattamente un anno fa l’intesa sembrava già raggiunta eppure ci sono stati strascichi e ulteriori negoziati; prima dell’annuncio di ieri la cifra è salita da 1,1 a 1,3 miliardi di dollari. Secondi i kazaki, infatti, Eni & C avrebbero disatteso il pre-accordo che prevedeva il pagamento di un acconto di 400 milioni di dollari. Oltre alla somma a titolo di compensazione per i profitti non riconosciuti Nur-Sultan ha chiesto di apportare cambiamenti al meccanismo di distribuzione pro-quota della produzione. Si tratta insomma di calcolare in modo più vantaggioso per i kazaki la quota loro spettante dei proventi futuri dal giacimento, che sta registrando una costante crescita della produzione. Si è passati così, grazie alla revisione del meccanismo dei ricavi e della produzione attesa, da una stima preliminare di 415 milioni di dollari in più al 2037 (con le quotazioni del greggio a 80 dollari al barile) a un surplus di 600 milioni di dollari, pur con una stima di 45-50 dollari al barile in linea con le quotazioni attuali. 

Tale risultato si deve anche ai 200-220 mila barili al giorno del progetto PRK-1, attraverso la reiniezione del gas, con un investimento ulteriore di un miliardo di dollari da parte dei partner del consorzio. Un capitolo del nuovo piano prevede che almeno il 45% di materiali e servizi impiegati e il 75% del personale siano locali. Altro nodo sul tavolo: il rilascio delle garanzie per estendere di altri 10 anni un prestito a lungo termine di 1 miliardo di dollari finalizzato a realizzare nuove infrastrutture. 

fch 

(END) Dow Jones Newswires

December 15, 2020 03:14 ET (08:14 GMT)