Governo: Conte oggi vede Italia viva, ma vuole isolare Renzi (Rep)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

A questo punto tutto si riduce a una sfida a due, il premier contro l’ex. L’uno contro l’altro armati nello showdown di una crisi al momento solo virtuale. L’appuntamento e’ gia’ fissato: alle 13h00 Giuseppe Conte attende la delegazione di Italia Viva a Palazzo Chigi, nell’evento clou di una verifica di governo che tutti vivono come un impaccio e che nessuno, adesso, sembra aver richiesto. 

All’appuntamento ci sara’ pure lui, Matteo Renzi, il grande accusatore, che intende concedersi il vezzo – lo ha confidato ieri ai suoi – di fare da semplice spettatore, lasciando parlare la capodelegazione Teresa Bellanova. Sara’ in realta’, scrive Repubblica, una partita a scacchi, con il presidente del Consiglio convinto di avere gia’ fatto le mosse giuste per isolare l’avversario, per farlo arroccare in una difesa che esclude persino un “rimpastino”, un intervento chirurgico di sostituzione di qualche ministro. 

Conte ha portato dalla sua parte i 5Stelle: cosi’ almeno ritiene dopo il summit di ieri. Incassando il no secco dei grillini al ritocco della squadra di governo, ribadito da Vito Crimi davanti alla telecamere. E se il rimpasto e’ un “dibattito surreale”, come dice il reggente, la netta sensazione del premier e’ che i 5S, se mai hanno fatto da sponda a Renzi restando silenti di fronte ai suoi attacchi, ora abbandonano nei fatti il senatore di Rignano. E anche Luigi Di Maio, sebbene indicato come aspirante successore di Conte in un governo ancora giallorosso senza l’avvocato, non apre a nuovi scenari. Associandosi a quel termine, “surreale”, per bocciare questioni “che riguardano poltrone”. Non e’ il momento di pericolose fughe in avanti, per i 5S, e Conte se ne rallegra dando la disponibilita’ a una maggiore collegialita’ nelle scelte, a partire da quella sulla gestione del Recovery plan. 

E’ la stessa arma con cui, in serata, il premier prova a convincere anche il Pd ad alzare un argine davanti alle inquietudini di Renzi, sapendo che in casa dem puo’ contare su rapporti piu’ solidi, e anche su parecchi aspiranti alla carica di ministro. E alla fine l’ipotesi di una crisi, almeno formalmente, viene bocciata anche li’. Con meno entusiasmo, ma pur sempre con il timbro del segretario Zingaretti. 

Adesso, se di rimpasto si deve parlare, che lo faccia Renzi, nell’incontro di oggi: e’ la linea del premier. “Non sono certo io a ritenerlo necessario – ragiona Conte – sono i partiti che hanno voluto un chiarimento”. Ma il capo di Iv non ha intenzione di cadere nella trappola. “Il problema non e’ cambiare qualche pedina – ha detto ieri ai suoi – Conte pensa di avere la migliore squadra del mondo? Bene. Noi abbiamo posto temi concreti”. E tornano i dubbi sul Recovery plan: fra i renziani si sostiene che a decidere come spendere i 209 miliardi siano i tecnici di Invitalia o di Cdp: un’anomalia. “Ora tocca a Conte spiegare come vuole andare avanti – confida il leader alle truppe – E deve farlo in Parlamento”. E’ questa la sfida finale: se da un lato il premier punta a rompere in fretta l’assedio per evitare il logoramento, dall’altro Renzi attende il voto sul bilancio, probabilmente il 29 dicembre in Senato, per decidere se ritirare i suoi ministri. Di qui ad allora chissa’ che non esplodano altre contraddizioni dentro la coalizione giallorossa, visto che gia’ ieri il rifinanziamento dell’ecobonus chiesto dai 5S, in mancanza di risorse, e’ stato visto quasi come una provocazione dal Pd. In questo clima il fondatore di Italia Viva condiziona la sua opzione, staccare la spina o meno, a un passaggio alle Camere che si rivelerebbe un’insidia per il presidente del Consiglio, magari favorendo una maggioranza diversa (anche se ieri Maria Elena Boschi ha definito “fantapolitica” il sostegno del centrodestra a un nuovo esecutivo). 

Una cosa e’ certa: “Chi crede che io molli, magari con la minaccia di elezioni -e’ lo sfogo di Renzi- o strumentalizzando l’emergenza della pandemia, non ha capito nulla. Sono responsabile, ma occorre che si cambi, nel merito e nel metodo”. Chissa’ se queste cose, oggi, le dira’ in faccia al premier o le lascera’ affermare alla “scudiera” Bellanova. In fondo cambia poco, se il gia’ rottamatore ha davvero deciso di rottamare il governo che ha fatto nascere. 

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MF-DJ NEWS 

1509:16 dic 2020 

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December 15, 2020 03:19 ET (08:19 GMT)