Processo BPVi: chiesti 10 anni per Zonin, 8 anni e 6 mesi per Giustini, 8 anni e 2 mesi per Zigliotto, Pellegrini e Marin, 300.000 € per BPVi. Ambrosetti: prove assenti

Vipiu.con 15.12.20 Di Giovanni Coviello

Processo BPVi: avv. Ambrosini e Puccetti ascoltano requisitoria Pm SalvadorinullProcesso BPVi: avv. Ambrosini e Puccetti ascoltano requisitoria Pm Salvadori

Il video integrale delle richieste del pm Luigi Salvadori è quello che vi proponiamo per farvi una vostra idea sulle sue richieste di pene a carico degli imputati ritenuti colpevoli dei reati ascritti, incrementate congruamente per la loro “continuazione” e sintetizzate nel titolo: 10 anni per Zonin, 8 anni e 6 mesi per Giustini, 8 anni e 2 mesi per Zigliotto, Pellegrini e Marin, 300.000 € per BPVi.

Se per Enrico Ambrosetti, di cui proporremo il commento in video a seguire e che ha comunicato subito la richiesta di 10 anni di reclusione al suo assistito, Gianni Zonin, oggi assente, “l’entità della pena, per Zonin, è inversamente proporzionale alla scarsa o mancata dimostrazione delle prove“, Giustini ci sembra pagare, come suo sottoposto diretto, l’assenza tra gli imputati in questo processo di Samuele Sorato, ad e dg a lungo della Banca popolare di Vicenza, stralciato e il cui procedimento è “in partenza” il 14 gennaio prossimo.

Ma, queste le uniche due note “personali” aggiuntive (per ora e a caldo) che vi sottoponiamo per le vostre riflessioni:

  • guardandoci intorno in aula ci sembra che alcuni degli imputati presenti (non c’erano Zonin, non per impedimenti personali e Zigliotto, parrebbe per motivazioni oggettive) stiano già scontando da tempo e per lo meno durante tutte le udienze del processo una parte della eventuale pena, che, dopo le richieste odierne, volesse sentenziare il collegio: stanno tutti, con la testa spesso fra le mani, pagando la pena, questa in sé giusta prima di ogni sentenza giudiziaria, di aver obbedito (per soldi, per potere, per viltà?) ai due capi apicali (Zonin e Sorato, coperti dal “sistema”. il grande assente di questo e altri processi similari?) per operazioni che tutti hanno definito come imposte o non percepite (?!) come letali per la banca e, soprattutto, per 118.000 soci, la maggior parte dei quali, quella sì, inconsapevole della mannaia che qualcuno aveva messo sulla loro testa per avvantaggiare parte di loro, i soliti noti, locali ma non solo
  • se tra i banchi degli imputati dopo le richieste di Salvadori, che dovranno, però e ancora, essere suffragate da una sentenza, che comunque, absit iniuria verbis, servirà giuridicamente (non storicamente) a ben poco perché tutto, di questo processo BPVi, andrà prescritto, avanza la lettura “sponsorizzata” da Enrico Ambrosetti (“è un processo mediatico”) beh, ci permettiamo di rilevare che se processo mediatico c’è stato per Zonin & c. questo di certo non è associabile né ai media locali, gli unici che di fatto hanno seguito il dibattimento ma che di certo non erano noti per la loro “curiosità” precedente al crac, né a quelli nazionali che le loro penne e le loro tastiere le hanno dimenticare a casa per Vicenza per poterle scagliare contro Vincenzo Consoli, invio a Banca d’Italia almeno tanto quanto Zonin e i suoi uomini fossero ben stimati da via Nazionale.