Ue: dividendi bancari, si decide (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Oggi la Bce, attraverso il Single Supervisory Mechanism, potrebbe rendere note le nuove linee guida sui dividendi bancari, un tema molto sentito in Italia. 

Ieri il Financial Times da un lato e Bloomberg dall’altro sono tornati sulla questione. Per il quotidiano inglese lo scenario più plausibile dovrebbe essere un tetto al payout, fra il 10 e il 20%. Per l’agenzia americana, la Bce seguirà la strada della Bank of England, ovvero permettendo alle banche con requisiti patrimoniali più solidi di staccare una cedola fino al 25% degli utili combinati, maturati nel 2019 e nel 2020, oppure una cedola pari allo 0,2% delle attività più rischiose, a seconda di quale sarà il valore il più alto fra i due. Il mercato ad oggi non sconta nei prezzi un dividendo pieno, è sempre stato cauto. Anzi, molti analisti hanno dato per scontato che l’utile 2019 messo a riserva non verrà toccato e che eventualmente i migliori gruppi europei potranno iniziare a staccare cedola usando parte dei profitti registrati nel 2020. 

A beneficiare invece di una restrizione del dividendo continuerebbero essere i gestori patrimoniali che non hanno licenza bancaria, come Anima e Azimut. Secondo gli analisti di Fidentiis, se si pone come limite il 20% del payout, il settore bancario dovrebbe registrare un dividend yield medio del 2% l’anno. Nello specifico, Intesa Sanpaolo avrebbe un rendimento da cedola dell’1,9% per il 2020 (sull’utile 2019) e dell’1,9% nel 2021, Unicredit nulla per il 2020 e il 2,3% per il 2021, Banco Bpm l’1,2% nel 2020 e l’1,3% nel 2021, Mps continua a registrare perdite, quindi non può staccare dividendo, mentre Bper dovrebbe registrare uno yield dell’1,5% nel 2020 e dell’1,6% nel 2021. Infine il Credem avrebbe un rendimento da dividendo dell’1,7% nel 2020 e del 2% nel 2021. Mettere un tetto ai dividendi senza andare a guardare la solidità del bilancio banca per banca è un fatto che non piace molto agli analisti, Intermonte ritiene che il tetto potrebbe essere momentaneo e che dopo l’esito degli stress test, a fine luglio 2021, i migliori istituti potrebbero avere il via libera per una distribuzione più importante degli utili. Fidentiis pensa che sia sbagliato non poter premiare gruppi «come Credem e Mediobanca, che storicamente hanno una strategia di remunerazione degli azionisti molto conservativa». 

fch 

(END) Dow Jones Newswires

December 15, 2020 02:38 ET (07:38 GMT)