Se fai come ti ordino io, è colpa tua – C’è qualcosa che non va. Se il governo prende delle decisioni sulle restrizioni da imporre ai nostri spostamenti in base a dei numeri (e i cittadini ubbidiscono), perché ora prende pretende che i cittadini ubbidiscano a delle decisioni assunte in base a delle immagini? Qual è il valore scientifico di quelle fotografie?

Tempi.ti 16.12.20

Il governo Conte mette e toglie le regole a capocchia. Solo che la colpa è dei cittadini che le rispettano

«Non faccio previsioni sulle ferie natalizie, dico solo rispettiamo le regole come fin qui fatto, affrontiamo questo momento molto difficile con fiducia e auguriamoci tutti che potremo quanto prima di poter riprendere le attività di svago», aveva detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte il 18 ottobre in una delle innumerevoli conferenze stampa da lui convocate. Il senso del ragionamento era chiaro: il rispetto delle regole è essenziale per raggiungere un obiettivo comune: festeggiare il Natale in sicurezza. 

Arancione rinforzato

Da allora numerosi provvedimenti sono stati presi e, tutto sommato, si può dire che gli italiani si siano comportati bene. Tant’è vero che lo stesso governo ha acconsentito a “ricolorare” alcune Regioni che sono passate dal rosso all’arancione e dell’arancione al giallo. Poi sui giornali sono uscite le immagini degli assembramenti e dello «shopping selvaggio» (con il vergognoso titolo della Stampa secondo cui “A Treviso shopping e spritz ma gli obitori sono stracolmi”). Così adesso si parla di una nuova stretta in vista del Natale e del Capodanno e di un nuovo colore sulla tavolozza regionale, “l’arancione rinforzato” (non c’è limite alla fantasia dei nostri governanti).

Ma tu guarda

C’è qualcosa che non va. Se il governo prende delle decisioni sulle restrizioni da imporre ai nostri spostamenti in base a dei numeri (e i cittadini ubbidiscono), perché ora prende pretende che i cittadini ubbidiscano a delle decisioni assunte in base a delle immagini? Qual è il valore scientifico di quelle fotografie? 

Due: perché si sono creati quegli assembramenti? Perché finora gli italiani hanno rispettato le norme volute dal governo che, anzi, li ha incentivati a compiere acquisti non online ma nei negozi. Nei negozi – sempre per rispettare le regole – si entra contingentati, dunque si aspetta in strada. In strada si crea l’assembramento, ma tu guarda. 

Ragionare al contrario

Una volta tanto, ci viene da dire che ha (quasi) ragione il sindaco di Milano Beppe Sala: «Quando sento il commissario Arcuri parlare di assembramenti irresponsabili non ci sto, non possiamo dire che la gente è irresponsabile, alla gente si deve solo dire quello che può fare». Ora, a parte il fatto che alla gente dovresti dire solo quello che “non può fare” e “perché” (il resto è libertà, caro Sala), è vero che il nostro esecutivo è schizofrenico: dà la colpa ai cittadini per decisioni che ha preso lui, come notava ieri sul Corriere Antonio Polito: «È come con il traffico: se si sbaglia a organizzare il giro dei sensi unici o si creano delle strettoie, l’ingorgo ci sarà anche se tutti gli automobilisti seguono alla lettera le norme del codice: è una questione di idraulica, non di etica». Ma il governo Conte non ragiona al contrario: se obbediamo, è colpa nostra.