Turismo, sport invernali: “l’oro bianco” è una parte importante dell’economia alpina

Skieurs masqués à Airolo

Le jour de l’ouverture du domaine skiable d’Airolo, en Suisse, le 12 décembre 2020. Le port du masque est obligatoire. Keystone / Alessandro Crinari

17 dicembre 2020 – 10:00Pauline Turuban tvsvizzera.it

Mentre i paesi confinanti stanno imponendo misure restrittive alle loro stazioni sciistiche per combattere la pandemia di Covid-19, la Svizzera si distingue per averle lasciate aperte. L’economia delle regioni alpine dipende fortemente dall’attività degli impianti di risalita e dal turismo invernale.Questo contenuto è stato pubblicato il 17 dicembre 2020 – 10:0017 dicembre 2020 – 10:00Pauline Turuban Altre lingue: 6

Nelle ultime settimane le stazioni sciistiche svizzere hanno ricevuto una particolare attenzione da parte della stampa estera. Mentre tutti i paesi vicini hanno deciso di impedire, o almeno di dissuadere i loro cittadini dallo sciare durante il periodo natalizio, a causa della pandemia, il governo svizzero ha dato il via libera, a determinate condizioni.

Altri sviluppi“Dobbiamo punire coloro che non rispettano le regole non gli altri”Questo contenuto è stato pubblicato il 15 dic 2020Mentre nei paesi vicini molte stazioni sciistiche rimangono chiuse, in Svizzera si è aperta la stagione invernale sulle piste. 

La pressione esercitata dagli Stati confinanti non ha resistito alle proteste interne degli operatori del settore, dei rappresentanti dei cantoni alpini e della maggior parte dei parlamentari. In questo contesto senza precedenti, è chiaro che l’attività dei resort svizzeri desterà una particolare attenzione. Le polemiche sono già iniziate. A metà novembre a Zermatt e dieci giorni fa a Verbier, le immagini di sciatori accalcati, in spregio alle regole della distanza fisica, sono state aspramente criticate in Svizzera e dalla stampa europea.

Va detto che rinunciare a questa manna dal punto di vista economico è rischioso. In Svizzera, le regioni di montagna coprono quasi i due terzi del territorio nazionale e sono i principali centri di attività turistica. Nel 2018 e nel 2019, secondo i dati dell’Ufficio federale di statistica (UST), il 54% di tutti i pernottamenti in hotel è avvenuto nel Vallese, nei Grigioni e nella regione di Berna. Nelle regioni di montagna, un franco su cinque è generato direttamente o indirettamente dal turismo e il settore dà lavoro a una persona su quattro.La macchina e la moraleLa Svizzera, una delle nazioni leader nel campo dell’intelligenza artificiale, affronta le sfide etiche. 

Per queste regioni, che ospitano le principali stazioni sciistiche del paese, l’inverno è un periodo cruciale. La metà dei pernottamenti in albergo nei Grigioni, in particolare a Davos, e più del 40% di quelli nel Vallese – ad esempio a Zermatt – sono stati registrati tra dicembre e marzo. “Il turismo invernale rappresenta circa l’1% del PIL svizzero, ma più del 10% per le regioni di montagna come il Vallese e i Grigioni”, osserva il consulente specializzato Laurent Vanat, autore di un rapporto internazionale sul turismo della neve e della montagna. In totale, il turismo invernale genera circa 5 miliardi di franchi all’anno, ha dichiarato lo specialista a swissinfo.ch.Contenuto esternohttps://datawrapper.dwcdn.net/BvNR4/1/

Gli impianti di risalita sono i polmoni delle stazioni sciistiche

Nonostante una leggera ma costante tendenza al ribasso negli ultimi anni, gli impianti di risalita e lo sci rimangono le principali forze trainanti delle località turistiche di montagna, generando un indotto economico diretto e indiretto a livello regionale, afferma la Federazione svizzera del turismo. “Si tratta anche delle infrastrutture che ci permettono di accogliere i maggiori volumi di turisti”, sottolinea Laurent Vanat.

Nell’esercizio 2018-2019 (che comprende l’estate del 2019), il settore ha realizzato un fatturato complessivo di 1,5 miliardi di franchi, di cui tre quarti in inverno. Ha impiegato quasi 17’000 persone, riferisce la federazione nazionale del settore.

Le stazioni sciistiche svizzere hanno registrato poco più di 20 milioni di giorni di sci (primi passaggi per persona al giorno in inverno) – un dato in calo di quasi il 20% rispetto alla stagione precedente, attribuito alla fine anticipata della stagione a causa della pandemia e delle scarse nevicate. La media su 5 anni è di circa 23 milioni. Due terzi degli ospiti provenivano dalla Svizzera e quasi il 28% dall’Unione europea.