Npl: non c’è l’argine Ue (Mi.Fi.)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

L’aumento dei crediti deteriorati nei bilanci delle banche nel 2021 sarà inevitabile, considerando la riduzione del sostegno dei governi. Ma come sarà affrontato questo scenario nei prossimi mesi? C’era attesa per il piano d’azione della Commissione Ue sui non-performing loans, a cui spettava il compito di cercare soluzioni sulla materia. L’opinione diffusa tra gli operatori è però che l’action plan Ue non produrrà cambiamenti significativi. 

Le novità, come quelle sul mercato secondario o sulle procedure d’insolvenza, avranno un impatto limitato e non immediato, scrive Milano Finanza. Sulle bad bank nazionali (essendo svanito il progetto di un’unica asset management company europea) è stata introdotta la possibilità di non applicare il burden sharing, ma in ogni caso soltanto se la banca rispetta le condizioni stringenti previste dalla direttiva Brrd per le ricapitalizzazioni precauzionali (tra cui il deficit nello scenario avverso di uno stress test): di fatto, per la complessità della metodologia, non ci si aspettano bad bank in grado di pulire in modo significativo i bilanci delle banche, come suggerito anche nel rapporto del G30 presieduto da Mario Draghi. 

La comunicazione della Commissione, frenata dai veti della Germania e di altri Paesi, è vista come un pannicello caldo non risolutivo, anche perché non include modifiche che, oltre a facilitare la gestione degli npl, ne avrebbero contenuto l’emersione. Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri aveva già tolto illusioni su modifiche temporanee (richieste dalle banche) sul calendar provisioning, ovvero sulle svalutazioni obbligatorie sui crediti deteriorati (inclusi gli unlikely-to-pay, prestiti di aziende non ancora in default). La misura è stata difesa anche dalla Vigilanza Bce. C’era la possibilità invece di interventi sulle definizioni di default, per alzare le soglie di denaro non rimborsato oltre le quali un prestito è considerato scaduto dopo 90 giorni. Ma questa attesa è stata per il momento delusa. L’Abi ha più volte osservato che questo sarà un problema in particolare per le ristrutturazioni legate al Covid: basterà una modifica del valore attuale del prestito dell’1% per classificare l’esposizione come deteriorata. Il rischio è la prematura chiusura delle imprese e un effetto negativo sulla crescita. 

red/lab 

MF-DJ NEWS 

2108:55 dic 2020 

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December 21, 2020 02:57 ET (07:57 GMT)