Aspi: Cdp taglia valutazione e rinvia offerta finale a febbraio (Mess)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Terza offerta non vincolante della cordata Cdp ad Atlantia per acquistare l’88% di Aspi, a un valore provvisorio inferiore di circa 400 milioni al range precedente (8,5-9,5 miliardi). Ieri, in tarda serata e’ pervenuta alla holding presieduta da Fabio Cerchiai e guidata da Carlo Bertazzo una nuova lettera firmata da Pierpaolo Di Stefano, ad Cdp equity e da top manager di Blackstone e Macquarie, autorizzata dal cda di via Goito durato circa un’ora: tutti d’accordo, si sarebbe registrata nuovamente l’astensione del vicepresidente Luigi Paganetto, indicato dall’ex ministro Giovanni Tria. 

La valutazione, scrive Il Messaggero, e’ ancora fluida perche’ Cassa, Blackstone e Macquarie ritengono di dover fare ulteriori approfondimenti e, rispetto alla precedente deadline, indicata nella lettera del 14 dicembre con la previsione di alcuni passaggi, tra cui l’invio di un’offerta binding entro fine gennaio, la nuova time table rinvia alla fine del prossimo mese il completamento della due diligence e quindi sposta a a fine febbraio l’invio della proposta vincolante che sarà naturalmente frutto del contraddittorio con Atlantia, rispetto a quanto sta emergendo dalla verifica degli advisor Citi e Unicredit. 

Finora l’attenzione si sarebbe appuntata su alcune poste contabili e fiscali. Sul piano piu’ strettamente tecnico, invece, sarebbe stata evidenziata la sottovalutazione, nel piano industriale di Aspi, dell’impatto sul traffico della seconda ondata covid. Inoltre sarebbero venute alla luce maggiori spese di manutenzioni perche’ le verifiche sulla rete richiedono un’indagine diretta. Il lavoro di ricostruzione in corso, finora avrebbe portato pero’ gia’ ad alcune conclusioni provvisorie che si traducono in un ritocco all’ingiu’ del range di valutazione proposto due volte e sistematicamente rigettato dalla holding: 8,5-9,5 miliardi, quindi tra 8-9 miliardi circa, che e’ pero’ un livello distante da quello invocato da Tci (11-12 miliardi). 

E’ evidente che a fine gennaio, quando le verifiche si saranno concluse iniziera’ un nuovo confronto tra le parti, facendo ripartire il negoziato che almeno per tre round – settembre, ottobre, novembre – si e’ interrotto sempre per le divergenze sui valori e le garanzie. La stessa cosa che verosimilmente potrebbe accadere in febbraio, quando, alla luce degli accertamenti definitivi che porteranno alla valutazione, ci sara’ il tira-e-molla sul prezzo. 

L’intera partita e’ triangolare perche’ coinvolge il governo che segue passo passo le mosse, data la delicatezza della vicenda, dove le inchieste giudiziarie in corso per le responsabilita’ relative al crollo del Ponte Morandi sono ancora oggetto di approfondimenti. Ed e’ naturale che le responsabilita’ dal punto di vista del risarcimento danni potrebbero costituire parti essenziali del valore di Aspi, in relazione alla richiesta di manleve. 

La presenza continua del governo serve anche a connotare l’italianita’ dell’operazione con ritocchi della struttura. Del veicolo che dovrebbe realizzare l’acquisizione, la quota di Cdp salirebbe dal 40 al 52%, mentre quella di Blackstone e Macquarie si diluirebbe dal 60 al 48%. Secondo le interlocuzioni istituzionali, la Cassa dovrebbe fare spazio a F2i, per le pressioni di fondazioni e casse di previdenza, ma Renato Ravanelli avrebbe fatto sapere di sedersi al tavolo solo in presenza di una governance dove siano chiari i poteri e i ruoli che sono le richieste dei suoi investitori. 

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(END) Dow Jones Newswires

December 23, 2020 02:33 ET (07:33 GMT)