Mediobanca: Nagel, possiamo fare grande M&A ma non ostile (Milanofinanza.it)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

(di Elena Dal Maso Milanofinanza.it) 

Alberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca dal 2008, sta cercando di tenere Piazzetta Cuccia fuori dall’ondata di fusioni e acquisizioni che sta attraversando il mondo bancario in Europa, a partire dall’Italia. “Siamo un club esclusivo e vorremmo restare così”, ha detto Nagel, 55 anni, in un’intervista a Bloomberg. Anche perché il maggior advisor in Italia difficilmente potrebbe avere la strada libera per allungare la lista delle operazioni straordinarie se viene coinvolto in un M&A a sua volta. 

Ed è infatti Mediobanca, per esempio, che ha guidato la regia dell’Opas di Intesa Sanpaolo su Ubi Banca. E che ora lavora a fianco del Creval nell’Opa lanciata dal Credit Agricole. Il settore bancario italiano è in piena fibrillazione, nel pomeriggio la Camera voterà la legge di bilancio che racchiude la norma sulle Dta, i crediti da trasformare in bonus fiscali in caso di aggregazioni. Un assist per Mps- Unicredit, dove Mediobanca è advisor dell’istituto senese nel tentativo di accompagnare lo Stato in uscita dal gruppo toscano, che controlla per ora con il 64% delle quote. 

Mediobanca, ha spiegato Nagel, vuole crescere però anche per linee esterne attraverso acqisizioni “di società specializzate nella gestione patrimoniale e alternativa, oltre che nel business legato ai consumatori”. Quelle nicchie, ha aggiunto il manager, “potrebbero prosperare anche con i tassi di interesse ultrabassi e un’economia interna debole”. 

“Possiamo fare grandi operazioni M&A nel campo della distribuzione del wealth management in Italia per accelerare la crescita, il problema principale è la disponibilità di asset”, ha spiegato Nagel nel corso di una tavola rotonda virtuale organizzata da Bloomberg. Operatori italiani come Banca Mediolanum, Banca Generali e FinecoBank potrebbero andare bene, ma non sono in vendita al momento. 

“Stiamo monitorando ciascuno di questi gruppi, ma non ci sono colloqui in corso”, ha aggiunto l’amministratore delegato di Mediobanca, aggiungendo che Piazzetta Cuccia intende scegliere un approccio amichevole in caso di possibile offerta. 

Mediobanca si è detta pronta a vendere parte della propria partecipazione del 13% nelle Assicurazioni Generali (oggi vale quasi 2,9 miliardi di euro) per finanziare importanti operazioni, ma avrebbe messo da parte il progetto di rilevare Banca Generali all’inizio di quest’anno dopo che la compagnia di Trieste ha deciso di non vendere le sue attività bancarie e unità di gestione patrimoniale. 

“Abbiamo ottimi rapporti con Generali, ma il tempismo non ha funzionato”, ha commentato Nagel. “Ci siamo resi conto che era una 

combinazione industriale forte ma priva di condizioni finanziarie convincenti per sia ” Mediobanca che per il gruppo assicurativo”, ha rilevato il manager durante la la tavola rotonda. 

Anche in assenza di crescita esterna, Mediobanca intende aumentare la propria capacità di distribuzione nella gestione patrimoniale del 50% 

fino al 2023, assumendo consulenti finanziari e banchieri di investimento. “Questo porterà a una crescita fino a due cifre dei ricavi nel gestione patrimoniale”, ha sottolineato l’ad. 

E pensare che lo stesso Nagel viene ancora indicato come possibile nuovo ad di Unicredit dopo l’uscita di Jean Pierre Mustier, inciampato sull’operazione con Mps voluta dal Mef. L’agenzia Reuters ha addirittura suggerito un’operazione straordinaria di Piazzetta Cuccia su Unicredit e poi una fusione con le Generali, un doppio salto mortale per una banca d’affari da neppure 7 miliardi di capitalizzazione. Se invece Nagel resterà in Mediobanca, la sua sfida per i prossimi tre anni sarà convincere gli investitori che il suo piano di espansione avrà successo. 

Nagel si trova infatti a dover fare i conti con Leonardo Del Vecchio, fondatore di Luxottica, salito intanto all’11% di Piazzetta cuccia e con il via libera in tasca da parte della Bce di portarsi al 20%. Il miliardario italiano, che vive a Parigi, ha criticato a suo tempo il board della banca per essere troppo lento nel cercare opportunità di crescita esterne e troppo dipendente dal rendimento della partecipazione di Generali. Nagel ha ribadito nell’intervista di avere colloqoui regolari con Del Vecchio. Oggi il titolo dalle del’1% a 7,45 euro per 6,61 miliardi di market cap. 

red/cce 

MF-DJ NEWS 

2312:18 dic 2020 

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December 23, 2020 06:20 ET (11:20 GMT)