All’aeroporto di Luganorestano tre contendenti

Slitta la decisione mentre si cercano alleanze

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ANDREA STERN caffe .ch 16.1.21

La scelta era attesa per giovedì. È stata rimandata. Ufficialmente il Municipio di Lugano non ha ancora deciso nulla. Ma in realtà ha già provveduto a una prima scrematura tra le sette candidature per la gestione dell’aeroporto di Agno. Ora tra i “pretendenti” ne rimangono solo tre. Tutti e tre considerati validi, per motivi diversi. E quindi, almeno idealmente, intersecabili.
La prima e più scontata presenza nel lotto finale è quella degli “Amici dell’aeroporto”, la cordata composta dai multimilionari sir Lindsay Owen-Jones e Andrea Bonomi, rappresentata dall’ex vicesindaco di Lugano, l’avvocato Giovanna Masoni Brenni.
Il gruppo degli “amici”, che è stato il primo a uscire allo scoperto, ha già annunciato in dicembre un accordo di principio con la lussemburghese Luxaviation per la ripresa di voli di linea da Lugano Airport. Inizialmente verso Ginevra e Berna, con degli aerei da dieci e otto posti, poi eventualmente anche su rotte più lontane. Ad ogni modo la cordata sarebbe pronta a rilevare l’aeroporto in tempi brevi, preferibilmente da sola.
È invece maggiormente propenso a stringere un’alleanza il secondo dei tre gruppi prescelti dal Municipio, quello degli indiani di Gap Avia. Un gruppo che, del resto, ha già siglato un’intesa con un altro dei sette concorrenti, la Moov Airways Ag. Una azienda che, va detto, tra i tre finalisti è l’unica ad avere esperienza internazionale nella gestione di aeroporti.
“Anche noi avremmo la capacità di riprendere l’aeroporto da soli – afferma il barone Daniel von Rechitar, rappresentante della cordata – ma d’altra parte non vogliamo andare contro nessuno. Per noi è importante che attorno all’aeroporto ci sia armonia, che il rilancio possa avvenire con la fiducia e il sostegno delle istituzioni e dell’opinione pubblica”.
Già nei prossimi giorni dunque von Rechitar contatterà i rappresentanti delle altre due cordate. “Noi siamo pronti a collaborare con entrambi – spiega -. Vogliamo costruire un progetto sul lungo termine e quindi è importante che sia il più condiviso possibile”. Von Rechitar si dice inoltre pronto a rivedere le proprie ambizioni. “Noi avevamo parlato di 700mila passeggeri all’anno – ricorda -. Se le istituzioni ritengono che siano troppi, possiamo ridurre i nostri obiettivi. Al di là dei numeri, ciò che più ci interessa è sviluppare un gioiello tecnologico”.
Ed è ciò che interessa anche al terzo gruppo “finalista”, quello composto dagli imprenditori Stefano Artioli, Massimo Malgorani, Rolf Marending e dall’avvocato Oscar Crameri. Oltre a puntare sulle nuove tecnologie, il gruppo intende realizzare il primo aeroporto completamente autonomo a livello energetico, grazie ad esempio alla posa di pannelli solari attorno alla pista. Inoltre sarebbe realizzabile in breve tempo il ripristino dei voli di linea, inizialmente almeno verso Ginevra.
Per quanto riguarda le collaborazioni, anche Artioli ha già dichiarato al Caffè di non essersi candidato “contro qualcuno” ma “a favore dell’aeroporto” e di essere quindi pronto a lavorare con chiunque voglia andare nella medesima direzione. Seppur anche lui sia pronto a fare tutto da solo.
I prossimi giorni saranno decisivi. Il Municipio di Lugano si è dato un’ulteriore settimana di tempo, se non due, proprio con l’obiettivo di favorire un accordo tra almeno due dei tre gruppi rimasti in campo. Sono già in programma dei colloqui con i rappresentanti delle cordate proprio per incoraggiarli a percorrere questa strada. Solo dopo aver sondato tutte le possibilità il Municipio prenderà la sua scelta. Sarà infine il Consiglio comunale a sancire la fine dell’era politica dell’aeroporto e il decollo della gestione privata.