B.Mps: dopo fusione scorporata mini-Mps (Mess)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Nel riassetto del B.Mps con la probabile fusione in Unicredit, potrebbe esserci lo spin-off di una mini-Banca Mps, a termine, radicata in Toscana per preservare marchio e alcuni business su cui le istituzioni locali sono molto sensibili. 

Lo scrive Il Messaggero spiegando che sarebbe la riedizione dell’esperienza rete Bpm, rimasta in vita un anno, post merger fra Banco Popolare e Popolare Milano. C’e’ un tavolo, avviato a Natale e gia’ ripartito da lunedi’ 4, fra advisor del Tesoro (Bofa Merrill Lynch) e Montepaschi che ha Mediobanca cui da giorni, ha aggiunto Credit Suisse. Sembra che le tre banche d’affari tengano aggiornati i consulenti di Unicredit: JpMorgan e Goldman Sachs, piu’ Ubs, aggiuntasi di recente. E da fonti bancarie e’ possibile ricostruire lo stato di avanzamento del cantiere, insediato dal Mef per accelerare la ristrutturazione della banca, per le sollecitazioni della Ue -che ha sul tavolo il piano strategico del cda su cui aumentano i dubbi perché in formato stand alone- e della Bce. 

In parallelo, i legali della fondazione senese e di Mps stanno finalizzando il negoziato sulla mediazione per neutralizzare l’azione di responsabilita’ promossa dall’ente nei confronti dell’istituto con una richiesta di 3,8 miliardi. Il negoziato e’ avanti. A Siena c’e’ un cda a meta’ gennaio che potrebbe fare il punto sulla situazione. 

Il cantiere dell’aggregazione parte dal piano strategico predisposto dall’ad Guido Bastianini integrandolo nella parte straordinaria da esso trascurata, e che punta alla ri-privatizzazione in tempi stretti. La novita’ che starebbe emergendo, anche per recepire le istanze delle istituzioni locali, a cominciare dalla Regione, preoccupate di preservare al massimo l’insediamento di Rocca Salimbeni anche ai fini occupazionali, sarebbe di dar luogo la fusione in Unicredit e contestuale scorporo di un ramo d’azienda costituito dalle filiali e risorse in Toscana. Verrebbe fatto risorgere un istituto tipo la vecchia Banca Toscana, che aveva 480 filiali, solido, basato a Firenze, incorporato nella casa madre nel 2009, quando l’impatto negativo sulla tenuta patrimoniale del maxi-esborso per Antonveneta (9,7 miliardi nel 2007) impose i primi interventi di emergenza. 

La nuova Banca Mps dovrebbe avere circa 300 filiali, rispecchiando l’attuale rete commerciale nella regione. Sarebbe una legal entity con autonomia societaria e di alcuni business, come espressamente richiesto dalla politica locale che ha avuto piu’ di un incontro in via XX Settembre. Ma soprattutto sarebbe la sopravvivenza di un marchio che identifica la piu’ antica banca del mondo. Questa formula avrebbe il vantaggio di non cancellare di colpo tradizione, radicamento, appeal commerciale, liaison con il territorio e salvaguarderebbe anche le professionalita’ interne che fanno parte dell’avviamento. Ci sarebbe anche una certa autonomia operativa. La nuova Mps resterebbe autonoma per una prima fase: da 1 a 3 anni. L’intero progetto pero’ dipende dal nuovo azionista di maggioranza. Le Autorita’ puntano a un Mou con Unicredit entro marzo, con l’execution da realizzare in estate-autunno. 

vs 

(END) Dow Jones Newswires

January 05, 2021 03:15 ET (08:15 GMT)