Governo: scollamento finale tra paese reale e politica (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Aumenta il numero delle ipotetiche formule per lo sbocco di una possibile crisi politica che, però, stando a quanto finora sta emergendo, si dovrebbe dire sarebbe aperta al buio. 

Fra le diverse ipotesi, scrive MF, tornano quelle di un governo di unità o di salvezza nazionale ovvero istituzionale o, ancora, tecnico. I riferimenti al Governo De Gasperi-Togliatti dell’immediato dopoguerra o al Governo di solidarietà nazionale del 1978, con Moro e Berlinguer, non dovrebbero essere ammissibili. In quei casi i protagonisti erano esponenti politici “giganti”, in raffronto, a maggior ragione, a quelli che oggi occupano la scena. Si arrivava a quelle formule, nel primo caso, dopo la ventennale dittatura e la immane tragedia della guerra; nel secondo, dopo una lunga elaborazione teorica (a cominciare dal compromesso storico di Berlinguer e dai più avanzati equilibri di Moro) mentre incalzava il terrorismo e si avvertivano i gravi impatti sull’economia e la finanza già dopo il primo shock petrolifero. Tuttavia si trattò di formule di non lunga durata. 

Il Governo tecnico-istituzionale presieduto nel 1993 da Carlo Azeglio Ciampi e quello, nel 1995, presieduto da Lamberto Dini si caratterizzavano, anche essi, per il livello e il prestigio dei relativi esponenti, ma anche per una molto ravvicinata prospettiva di ricorso alle urne. È recente il ricordo, non esaltante, del Governo Monti, che pochi hanno detto voler rieditare nella impostazione. In ogni caso, è assolutamente difficile trarre ispirazione dal passato per legittimare, oggi, un mutamento di assetto del Governo. Comunque, alla base di quelle scelte di ampia coalizione vi erano precise, chiare esigenze programmatiche. Oggi, dei contenuti che dovrebbero motivare un cambiamento di Esecutivo si sa che si tratterebbe di una finora mancata convergenza sulla parte dei prestiti, per 127 miliardi, del Recovery Fund da destinare a progetti già decisi e facenti parte dei saldi di finanza pubblica e i quantum da dedicare, invece, a nuovi progetti; si aggiunge la querelle sulla delega per attuare la sovrintendenza ai “Servizi segreti” che si vorrebbe fosse conferita dal presidente Giuseppe Conte a un altro esponente, anziché mantenere accentrate nel premier tutte le relative attribuzioni; nonché sulla governance per realizzare i progetti del Recovery. 

red/lab 

MF-DJ NEWS 

0508:15 gen 2021 

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January 05, 2021 02:16 ET (07:16 GMT)