Alitalia: cassa finita a febbraio, vertice governo-Ue (Mess)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Spie sul rosso per Alitalia. Ieri il commissario straordinario Giuseppe Leogrande ha convocato d’urgenza i sindacati per annunciare che i soldi in cassa sono agli sgoccioli e che da febbraio gli stipendi di piloti e hostess sono a forte rischio. Una sorta di tempesta perfetta visto che da Bruxelles, come era prevedibile, hanno cominciato ad alzare il tiro anche sul piano industriale di Ita che di Alitalia è l’erede designata. 

Lo scrive Il Messaggero aggiungendo che nel mirino della Concorrenza Ue c’e’ proprio la transizione degli asset aziendali tra le due società. Con la commissaria Margrethe Vestager che vuole un bando di gara internazionale per l’assegnazione di aerei, slot, marchio, dipendenti, il tutto nel rispetto dei principi di mercato marcando una discontinuità con il passato. Il Tesoro, anche per conto di Mise e Mit, invece preme per una soluzione meno traumatica e, soprattutto, meno onerosa per Ita. Il rischio, spiegano fonti ministeriali, è che vettori esteri, da Air France a Lufthansa, possano fare azione di disturbo per aggiudicarsi il brand o le rotte, partecipando al bando di gara. E’ evidente che senza il logo Alitalia per Ita sarebbe davvero duro affermarsi sul mercato. Per questo, per convincere la Ue ad avere una posizione più morbida, per venerdì 15 – crisi di governo permettendo – è in programma una videoconferenza tra i tecnici della Vestagher e quelli del ministro dell’Economia, dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture a cui potrebbero prendere parte anche Francesco Caio e Fabio Lazzerini. 

Difficile immaginarne l’esito, di certo Leogrande sta lavorando ad un bando costruito in modo tale da non pregiudicare la riuscita dell’operazione Ita e in grado di superare le osservazioni della Ue. Si tratterebbe di una procedura studiata ad hoc per dare all’a.d. Lazzerini e al presidente Caio una sorta di corsia di acquisto veloce, secondo le normative italiane, per quanto riguarda tutta la parte aviation (brand, piloti e assistenti, slot, rotte, programma MilleMiglia, codici di volo) da rilevare dalla vecchia Alitalia. Il core business del vettore statale, potrebbe valere 240-260 milioni. Risorse che il commissario vorrebbe ottenere al più presto proprio per pagare gli stipendi o comunque costituire in prospettiva una sorte di paracadute di cui c’è ancora bisogno. 

Di certo si vuole dare una accelerazione in vista del decollo di Ita ad aprile; sempre che l’andamento della pandemia e i rilievi di Bruxelles lo consentano. Una procedura diversa, almeno secondo alcune fonti ministeriali, dovrebbe riguardare il passaggio dei settori manutenzione e handling. Proprio per venire incontro alle richieste di Bruxelles, su questi due fronti si potrebbe utilizzare la gara internazionale, aprendo così a possibili partner privati. Non sarà comunque facile dimostrare che la dote di 3 miliardi, stanziata dal governo per dare nuova vita alla compagnia tricolore, non configuri quale palese aiuto di Stato. Tecnici e legali stanno lavorando ventre a terra in queste ore proprio per rispondere ai quesiti della Commissione anticipati da Mf. 

In particolare si sta pensando ad una lettera a cui potrebbero lavorare i consulenti di Caio e Lazzerini (Rothschild e Bcg) e del governo (Oliver Wyman e Grimaldi studio Legale). La situazione è davvero delicata. A fine anno i ministeri sono intervenuti con urgenza presso Bruxelles per sbloccare 80 milioni necessari alle spese correnti, come gli stipendi di dicembre. Adesso le osservazioni sulle garanzie della discontinuità, potrebbero complicare il quadro. Da parte del governo si obietterà che precludere la possibilità a Ita di gareggiare per il marchio potrebbe pregiudicare non solo la nuova compagnia ma i criteri di mercato su cui insiste la Ue perchè non ci sarebbe un razionale economico. Sarebbe inaccettabile un divieto: la cessione del brand a Lufthansa o Air France potrebbe dar luogo a una concorrenza sleale. 

pev 

(END) Dow Jones Newswires

January 13, 2021 02:49 ET (07:49 GMT)

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