Calcio: il Barca a rischio default (La Vanguardia)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Con l’aumento del debito, oltre 900 milioni di euro alla fine dell’ultimo esercizio, 500 milioni netti e un deficit incontrollato e permanente, fuori controllo, la linea di austerity e dei tagli degli stipendi sembra l’unica possibilità per il club catalano per evitare il default. 

In questa delicata fase, il club si prepara a dei cambiamenti all’interno dell’organo direttivo. Secondo La Vanguardia, sarà la nuova squadra direttiva, che dovrà essere eletta nelle prossime settimane, colei che dovrà affrontare il problema della riduzione dei costi, in modo da avere le risorse necessarie per pagare i propri debiti a breve termine, o a rinegoziare il debito in essere. Il debito è ripartito tra 480 milioni a lungo termine, più di un anno, e 420 milioni a breve, senza dimenticare il fitto calendario di scadenze non rimborsabili per la tesoreria della banca, che richiederà di rinegoziare immediatamente con i vari creditori, secondo fonti vicine all’attuale gestore. 

La situazione del Barca sorprende, in negativo: i blaugrana si sono da sempre contraddistinti in positivo per quanto riguarda i bilanci. Nell’autunno del 2017, Josep Maria Bartomeu presentò con orgoglio il bilancio del FC Barcelona per la stagione 2017-2018, il più alto del mondo in qualsiasi club sportivo e in qualsiasi competizione: 897 milioni di euro. L’impresa si è ripetuta l’anno successivo, con un budget ancora maggiore, di 960 milioni. Ancora una volta, per l’esercizio 2019/2020, in questo caso superando la cifra mitica di un miliardo, anche se alla fine la pandemia ha reso impossibile raggiungerla. 

Tuttavia, dopo questa “vetrina” di cifre vertiginose e marketing promozionale, il club ha dato vita a una situazione economica estremamente grave che mette in dubbio la propria solvibilità. 

Il progetto di bilancio del Barcellona per la stagione 2020/2021, approvato dall’organo direttivo uscente, prevede entrate per 791 milioni di euro. Un traguardo che, secondo le fonti citate da La Vanguardia, “appare una chimera”. Il budget per il 2020/2021 si base infatti su una percentuale di riempimento del Camp Non del 25% a partire dal mese di dicembre e del 100% a partire da febbraio. Uno scenario che non si è concretizzato e difficilmente si concretizzerà nei prossimi mesi visto l’andamento della pandemia, mettendo a repentaglio in 320 milioni di ricavi attesi sul fronte dello stadio, del museo e dello store ufficiale. 

“Quelle previsioni”, ha spiegato una fonte interna al club a La Vanguardia, “includevano anche aspettative di rinnovo con sponsor come Rakuten, 55 milioni o Beko, 19, che non saranno soddisfatte. Se le perdite della scorsa stagione fossero state quasi 100 milioni, quelle di questa stagione potrebbero essere ancora più alte”. 

Secondo La Vanguardia non sono solo gli effetti negativi della pandemia ad aver messo in gravi difficoltà finanziarie il Barcellona: un esempio è il bonus di 39 milioni di euro concordato con Leo Messi, principale asset sportivo del club, nell’ultimo rinnovo, siglato nel novembre 2017. Il board, spiega il quotidiano, ha rinviato a più riprese il pagamento, fino allo scorso marzo, quando ha provato a procrastinare nuovamente la scadenza: un elemento che è diventato uno dei fattori scatenanti della crisi estiva con il giocatore. Il Barcellona ha poi effettuato il pagamento a luglio, quasi tre anni dopo il rinnovo di Messi, ma la convinzione per i suoi problemi di liquidità è rimasta ferma nella mente di tutti i soggetti coinvolti. 

“In questi anni la forte crescita dei ricavi del club, che ha rispecchiato di fatto la forza imbattibile del marchio Barça nel mondo, è stata in gran parte drogata con quella dei trasferimenti di giocatori chiusi nelle ore precedenti la chiusura dell’anno, che ha permesso anno dopo anno coprono la dissolutezza delle spese ordinarie”, spiega La Vanguardia. La svolta è avvenuta nel 2017/2018, l’anno della cessione di Neymar al PSG per 222 milioni di euro. 

Un’operazione che avrebbe svalutato strategicamente il club, indebolito la sua squadra e innescato una folle corsa di acquisti costosi per compensare il colpo d’immagine. Da li in poi il club, allora guidato da Josep Bartomeu, ha intrapreso la strada di acquisti a peso d’oro sul mercato, come quelli di Coutinho, Dembélé o Griezmann. Operazioni che hanno appesantito i conti del club senza che il Barça sia riuscito a raggiungere il podio europeo nelle ultime cinque stagioni. 

Se si escludono questi proventi straordinari, che comprendono diverse discutibili operazioni di vendita di giocatori per far emergere profitti contabili teorici, il Barcellona ha registrato continui deficit operativi: -18 milioni nel 2015/2016, -42 milioni nel 2016/2017, -168 milioni nel 2017/2018 e -89 milioni nel 2018/2019. 

Le cause, spiega La Vanguardia, sono fondamentalmente due: l’aumento galoppante delle spese per i trasferimenti e l’esosa crescita del costo della rosa, che compresi gli ammortamenti, assorbe più del 70% dei ricavi. 

red/lde 

fine 

MF-DJ NEWS 

1311:02 gen 2021 

(END) Dow Jones Newswires

January 13, 2021 05:03 ET (10:03 GMT)

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