Tutti i rilievi di Ivass a Cattolica

Pubblicato il documento conclusivo dell’ispezione come chiesto da Consob. Secondo l’autorità il Cda è venuto meno alle proprie prerogative di indirizzo, gestione e controllo, avallando passivamente le decisioni e non ha garantito coerenza tra rischi e solvibilità. Esce il consigliere indipendente Castelletti

di Mauro Romano14/01/2021 23:04 milanofinanza.it

Tutti i rilievi di Ivass a Cattolica

Nel giorno in cui sono arrivate le dimissioni dalla carica di amministratore dell’avvocato Luigi Castelletti, consigliere indipendente non esecutivo, presidente del Comitato Parti Correlate, «per personali sue valutazioni sul prosieguo dei lavori circa il riassetto nella governance della Società», Cattolica, come richiesto da Consob, ha fornito nuovi dettagli sugli esiti dell’ispezione dell’Ivass già annunciati il 9 gennaio scorso, con la richiesta di Ivass di un riassetto profondo della governance.

Tra le contestazioni l’istituto di controllo ha rilevato carenze, riferibili a situazioni relative soprattutto agli anni 2018/19 ed antecedenti, ed ai primi mesi del 2020, circa il sistema di governo societario e di gestione dei rischi. Secondo l’Autorità, il Consiglio di Amministrazione dell’Emittente non ha improntato la propria azione circa i vari rischi a canoni di cautela e prudenza con conseguente pregiudizio potenziale per la solvibilità del Gruppo e la necessità di rafforzamento dei mezzi propri. Più in particolare, l’Autorità rileva che il Consiglio di Amministrazione di Cattolica ha trascurato di garantire la necessaria coerenza tra i rischi assunti dall’impresa e il suo fabbisogno di solvibilità globale e, per tale via, l’adeguatezza anche prospettica dei fondi propri. Inoltre, ha mostrato una insufficiente capacità di risposta all’evoluzione sfavorevole dello scenario. È risultata limitata la capacità dell’Organo di valutare compiutamente i profili di rischio/rendimento relativi a talune rilevanti decisioni di business aventi ad oggetto i canali di vendita.

In particolare, è evidenziata l’operazione di bancassurance con Banco BPM, sottoscritta nel 2018. Inoltre, IVASS ha rilevato che i risultati negativi di questa JV non sono stati dibattuti all’interno del Consiglio. Vengono anche citati altri investimenti molto meno rilevanti, effettuati a partire dal 2012, riguardanti soprattutto le Società non assicurative del Gruppo.


Secondi Ivass il Consiglio di Amministrazione è sostanzialmente venuto meno alle proprie prerogative di indirizzo, gestione e controllo – assumendo rilevanti decisioni senza il necessario vaglio critico – e spesso avallando passivamente processi decisionali non rispettosi del dovere di agire informati da parte dei consiglieri.

Il Presidente del Consiglio di Amministrazione non ha svolto adeguatamente il proprio compito di garante del buon funzionamento dell’organo, ponendo in essere condotte – anche in contrasto con lo
statuto societario – che ne hanno alterato il processo di formazione delle decisioni e che, per la loro opacità, hanno pregiudicato il diritto degli amministratori all’assunzione di decisioni informate.
Quanto ad alcuni comitati endoconsiliari: il Comitato per il Governo Societario e la Sostenibilità ha avanzato proposte in assenza di un concreto vaglio sull’equilibrio dell’assetto di governo e sulla base di motivazioni generiche e poco trasparenti. 
Il Comitato Nomine non ha adottato le necessarie linee guida in merito alla composizione del Consiglio.

Il Comitato Remunerazioni ha formulato proposte che hanno di fatto reso inefficace la determinazione del monte stipendiale stabilito dall’assemblea.

Il Comitato Controllo e Rischi ha recepito acriticamente le analisi fornite dalle diverse funzioni aziendali.


Mentre il Comitato per il Controllo sulla Gestione (CCG) è venuto meno ai compiti ad esso attribuiti sostanzialmente limitando la propria attività alla ricognizione dei report delle funzioni di controllo. Con riferimento alla gestione di talune linee di business e del canale di vendita agenziale, i processi decisionali e di monitoraggio della performance non sono stati connotati da sufficiente trasparenza e oggettività.


Il Consiglio di Amministrazione, secondo Ivass, non ha poi svolto adeguatamente il ruolo di indirizzo e di monitoraggio delle attività svolte dalle proprie controllate Cattolica Beni Immobili e Cattolica Agricola che, dalla loro costituzione, hanno registrato perdite per complessivi euro 23 milioni.

E carenze sono state rilevate nelle analisi dei rischi nella sottoscrizione e gestione degli investimenti nella società H-Farm e nel Fondo Ca’ Tron H- Campus.

L’efficacia del sistema dei controlli interni è risultata inoltrev condizionata da autonome carenze ascrivibili alle funzioni di controllo.