Un istituto sulla strada sbagliata: Deutsche Bank vuole aiuti di Stato per finanziare aziende e tecnologie rischiose

Le istituzioni finanziarie in Germania non sono in grado di finanziare startup promettenti o supportare tecnologie chiave, afferma Deutsche Bank. Funziona meglio negli Stati Uniti e in Cina, quindi lo stato deve aiutare qui. La banca si sta allontanando dal capitalismo?

Michael Rasch, Francoforte18 gennaio 2021, ore 17.45 nzz.ch

In tempi di pandemia corona, l’intervento statale fiorisce. Con ogni sorta di aiuto e sostegno, compreso l’ingresso diretto nelle aziende, il governo tedesco sta cercando di alleviare i danni che si è causato, almeno in parte, a seguito di misure obbligatorie per combattere la pandemia. Questo suscita non solo applausi, ma anche desideri da parte di chi non se lo sarebbe aspettato: un membro del consiglio di Deutsche Bank ha dichiarato in un’intervista alla “FAZ” che il Paese necessitava di una “politica industriale per le tecnologie chiave”. Il CEO Christian Sewing aveva già pubblicizzato che i sussidi non dovrebbero più essere distribuiti con l’annaffiatoio, ma con un supporto mirato per le tecnologie future.

Ti strofini gli occhi per lo stupore: i banchieri vedono le società tedesche in una posizione di svantaggio quando si tratta di opzioni di finanziamento. Ma non dovrebbe essere il compito principale di un istituto di credito supportare i propri clienti? Stefan Hoops, Head of Corporate Customers, vede le aziende negli Stati Uniti e in Cina in vantaggio. Negli Stati Uniti, gli hedge fund, i fondi pensione e altri investitori finanziari forniscono denaro a società di tutte le dimensioni e classi di rischio, e in Cina ciò avviene tramite istituzioni statali o affiliate al governo. Secondo la sua analisi, le società tedesche non sarebbero quindi all’altezza.

Se poi Hoops pensa che le banche tedesche convenzionali non siano progettate per tale finanziamento a causa degli alti rischi e che il coinvolgimento dello stato inclusa la condivisione del rischio sia appropriato, cioè – per dirla senza mezzi termini – una dichiarazione di bancarotta da parte di Deutsche Bank. Chi, se non lei, la principale istituzione finanziaria europea, potrebbe analizzare e impostare finanziamenti rischiosi o organizzare investimenti di capitale di rischio di qualsiasi tipo? Se invece c’è un compito per i politici e lo Stato, non è certo l’individuazione di startup interessanti e tecnologie del futuro, ma piuttosto la creazione di un contesto normativo che consenta ai partecipanti al mercato di organizzare tali finanziamenti privatamente, o meglio ancora, la creazione di incentivi allettanti per tale impegno senza spiazzare i privati.