Calcio: Inter alla greca? (Mi.Fi.)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Parlerà greco e sarà un tifoso del Chelsea la nuova figura di riferimento cui farà capo l’Inter, magari con George Clooney in tribuna a San Siro? È la domanda che il mondo del calcio internazionale si sta facendo dopo che in settimana è emerso che il 51enne manager ateniese Nikos Stathopoulos, uno dei massimi dirigenti mondiale del colosso del private equity Bc Partners, ha avviato la due diligence per un possibile ingresso del fondo nel capitale del club nerazzurro. 

Va detto che Bc Partners non è l’unico soggetto interessato a quote dell’Inter. Nei giorni scorsi sono spuntati i nomi dei fondi Eqt, la società di investimento che fa capo alla potente dinastia industriale scandinava Wallemberg. Così come sono girati i nomi di Arctos Sports e Ares (americani) e Temasek Holdings, di Singapore. Al momento però Bc Partners appare in netto vantaggio nell’operazione, anche perché ha il diritto di trattare in esclusiva con Suning ancora per qualche settimana. In particolare, Stathopoulos valorizzerebbe il club nerazzurro 750 milioni (compreso il debito), mentre Suning, il colosso cinese dell’elettronica, che con poco meno del 70% è il primo socio dell’Inter (il restante 30% è in mano al fondo di Hong Kong LionRock), ne darebbe una stima attorno a 900 milioni. 

La cessione della maggioranza è stata smentita da Steven Zhang, il presidente dell’Inter che è il figlio di Jindong, il proprietario di Suning. Ciò detto, secondo quanto trapela, Bc Partners sarebbe anche pronta a valutare di rilevare il controllo del club meneghino. Infatti il fondo inglese, per quanto ancora l’operazionesia in fase preliminare, non escluderebbe alcunché: né quindi un nulla di fatto, né un investimento per una quota di minoranza ma nemmeno della partecipazione di controllo qualora la società cinese cui fa capo l’Inter cambiasse idea. 

A suscitare l’interesse di Bc Partners non è soltanto il club calcistico in quanto tale ma anche i business ad esso collegati: dalla possibilità di sfruttare il nuovo stadio di san Siro (se si farà), all’eventuale sviluppo del merchandising in Paesi fuori dall’Italia e i proventi dai diritti tv che dovrebbero arrivare dopo la costituzione della media company della Lega Serie A in cui è socio un altro grande protagonista del private equity mondiale come Cvc. In questo quadro può avere senso prendere anche solo una quota di minoranza.Con tutti questi progetti in agenda l’Inter, che pur ha registrato un rosso di oltre 102 milioni nel bilancio 2019/20, potrebbe aumentare di valore nei prossimi anni. Anche perché è altamente probabile che il club, per storia e blasone appartenente all’élite del calcio europeo, possa avvantaggiarsi delle possibili riforme dell’organizzazione del calcio continentale: dal progetto della Superlega europea (se venisse varata, l’Inter dovrebbe essere uno dei club partecipanti) alla ristrutturazione della formula attuale della Champions League. Tutte riforme volte a far guadagnare di più i partecipanti e quindi ad accrescerne il valore. Il punto però è un altro. Un investimento di minoranza in un club controllato da una società che deve necessariamente ubbidire ai diktat del governo cinese può rappresentare un rischio eccessivo per un fondo di private equity. 

fch 

(END) Dow Jones Newswires

January 18, 2021 02:48 ET (07:48 GMT)