Alitalia: serrato confronto con Ue su perimetro e rotte (Sole)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Nel serrato confronto con la Commissione Ue sul piano industriale 2021-2025 della Newco Alitalia, nome provvisorio Ita Spa, le dimensioni sono uno dei punti centrali, sottolinea la lettera inviata l’8 gennaio dalla Dg Competition, la direzione generale Concorrenza, alla rappresentanza permanente dell’Italia a Bruxelles. 

Lo scrive Il Sole 24 Ore citando la lettera, firmata da Eduardo Martìnez Rivero, capo dell’unità “Aiuti di Stato: ristrutturazione industriale”, che rievoca il dimagrimento imposto nel 2008 con l’operazione dei Capitani coraggiosi, voluta da Silvio Berlusconi con Banca Intesa, allora guidata da Corrado Passera. 

La lettera della Ue, nove pagine con un centinaio di domande puntigliose (si chiede come Ita identificherà le rotte redditizie, in particolare le domestiche, dove c’è una forte competizione con le compagnie low cost), ha spiazzato il presidente part time di Ita Francesco Caio e l’a.d. Fabio Lazzerini. La lettera è stata girata alla società dal ministero dell’Economia, azionista unico della Newco, per la quale il decreto Rilancio ha stanziato tre miliardi di soldi pubblici per ricapitalizzarla (per ora ha avuto 20 milioni). Ma la risposta è ancora al caro amico. 

Tra le richieste c’è anche quella di fornire un’analisi di redditività per ogni rotta servita da Alitalia nel periodo 2015-2020 e sulla redditività attesa da Ita nel 2021-2025. È evidente la diffidenza della Commissione per un piano del quale vengono indicati obiettivi positivi (Ebit positivo dal 2023, 5.200 addetti al decollo e oltre 9.000 nel 2025, rispetto agli 11.000 attuali di Alitalia), ma di cui non è possibile capire perché dovrebbe avere successo dopo i fallimenti del passato. 

L’ultimo bilancio in attivo di Alitalia è del 2002. La domanda chiave è: cosa intende fare Ita di diverso dalla vecchia Alitalia per avere successo ed essere profittevole? Questa risposta non c’è nelle 85 pagine del piano inviato da Caio e Lazzerini in Parlamento e alla Ue. Non basta partire con dimensioni dimezzate (52 aerei, o 47 nello scenario peggiorativo) per dimostrare che i tre miliardi non sono aiuti di Stato. La mini-Alitalia farebbe meno voli rispetto alla vecchia compagnia prima del Covid (oggi ridotti al 20%). Ma il documento non dice quante sono le ore di volo, né quante frequenze sulle rotte. Il piano è stato messo a punto da Ita in solitudine con gli advisor Rothschild, Bcg, Ernst & Young, volutamente diversi da quelli che, prima dell’estate, hanno elaborato le linee guida di piano per il Mef, Deloitte, Oliver Wyman, Studio legale Grimaldi. 

Nelle ultime ore il Mef ha chiesto degli approfondimenti attraverso i suoi advisor ed è in attesa di risposta da Ita, che ha messo in pista anche i suoi advisor. Qualcuno ipotizza che sia un “commissariamento” di Ita. Sono anche le pretese di Bruxelles a creare difficoltà. Il gruppo di lavoro della Ue ritiene che i seguenti punti aiuterebbero ad assicurare discontinuità tra Newco e vecchia Alitalia: il patrimonio dovrebbe essere venduto attraverso una gara trasparente, non discriminatoria e non condizionata; la Newco dovrebbe concentrarsi sull’attività di volo. I servizi di terra e la manutenzione dovrebbero essere venduti separatamente a terzi; la Newco dovrebbe rinunciare a un numero di slot in aeroporti congestionati; il marchio Alitalia non dovrebbe essere mantenuto dalla Newco, poiché è un indicatore emblematico di continuità. Intanto il commissario di Alitalia, Giuseppe Leogrande, ha chiesto al Mise l’autorizzazione a fare una vendita separata, subito solo il ramo aviation ma la risposta non è pervenuta. 

pev 

(END) Dow Jones Newswires

January 20, 2021 03:34 ET (08:34 GMT)