Alitalia: doppio pressing su Leogrande, Ita e Ue chiedono bando (Mess)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Doppio pressing per il commissario di Alitalia, Giuseppe Leogrande, che ha in mano in queste ore le sorti di Ita e degli 11 mila dipendenti della compagnia di bandiera. A lui e solo a lui spetta infatti il compito di mettere a punto il bando di gara per cedere gli asset del vettore sul mercato. Asset cui guarda ovviamente con grande attenzione la newco guidata da Fabio Lazzerini per decollare prima possibile. Senza l’avvio di questa procedura Ita resta nel limbo, paralizzata, con il rischio concreto di dover rinunciare al lancio di aprile. 

Da tempo Ita, erede designata di Alitalia, sollecita una decisione, anche sulla scorta di quanto indicato dall’Europa, ma da Leogrande non è arrivato finora nessun segnale. Tant’è che in queste ore, scrive Il Messaggero, è partita una nuova lettera formale proprio per tentare di sbloccare la situazione. Ita è disposta a comprare, ovviamente a prezzi di mercato, sia la parte aviation (piloti, brand, rotte, slot, programma MilleMiglia) sia la parte handling e manutenzione, ma vuole avere tempi certi. Una disponibilità già manifestata in più occasioni, soprattutto dopo la messa punto del piano industriale. Altrimenti, in assenza di risposte, potrebbe essere anche tentata di rivolgersi ad altri partner per ottenere aerei e personale. 

Ma Leogrande, almeno per il momento, tace. Eppure anche dal Ministero dello Sviluppo è arrivato l’invito a muoversi rapidamente. Ma a preoccupare, nonostante la crisi di governo che complica la situazione, è anche il fatto che il commissario straordinario non risponde nemmeno a Bruxelles. Non ha partecipato, poco più di due settimane fa, alla call con gli uomini della commissaria alla Concorrenza, Margrethe Vestager, né risposto alle nuove domande inviate sempre dalla Commissione in queste ore. 

Eppure nella missiva dei commissari c’è scritto a chiare lettere che l’amministrazione straordinaria ha tempo solo fino al primo febbraio per replicare. Le domande riguardano, come noto, proprio la procedura di vendita che si intende adottare e come verrà declinata la discontinuità invocata dall’Europa. 

Il silenzio, anzi la latitanza di Leogrande, che avrebbe disdetto la call all’ultimo istante, non ha fatto certo piacere agli interlocutori della Commissione. Questi ultimi hanno scritto nero su bianco, con toni piccati, che vogliono avere al più presto una data per ascoltarlo. Una audizione a tutto campo per capire in che direzione si vuole muovere l’Italia. Sempre Bruxelles, come rilevato proprio dalla Vestager, è ancora in attesa della richiesta dei ristori Covid da parte di Leogrande. Dei 350 milioni previsti dal Dl Rilancio, la compagnia ha già ricevuto circa 199 milioni a fine settembre, 73 milioni il 31 dicembre e ora mancano i 77 milioni da cui dipende anche il pagamento degli stipendi dei dipendenti della compagnia. Fatto ovviamente non secondario visto che le casse sono ormai agli sgoccioli e che l’ok agli aiuti di Stato è decisivo. 

Nella lettera inviata da Ita, precisa il giornale, non solo si sollecita di prendere una decisione sulla procedura di vendita, ma si fa anche notare che conoscere i tempi e modalità è fondamentale per programmare il decollo della compagnia. Lazzerini sta infatti già preparando il piano che, a scadenze mensili, disegna il lancio sul mercato. 

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(END) Dow Jones Newswires

January 29, 2021 03:39 ET (08:39 GMT)