Aspi: dubbi Ue su intervento Stato, chiarite su Anas e revoca (CorSera)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

La Commissione Ue interviene nella partita su Autostrade per l’Italia e, quali che siano le gravi responsabilità dell’azienda nel crollo del Ponte Morandi, chiede al governo di giustificare la propria condotta. In questi giorni, scrive il Corriere della Sera, sta partendo per Roma una prima lettera formale della direzione generale di Bruxelles per i servizi finanziari e i mercati dei capitali. Formula più domande che risposte, per ora. Ma anche quelle contengono un messaggio: neanche una sciagura come quella di Genova e i seri elementi a carico della società concessionaria giustificano una torsione in Italia che cancelli la certezza del diritto, favorisca società a controllo pubblico e danneggi gli investitori di minoranza. Poco importa che essi si trovino -come in questo caso- nelle fondazioni con Crt, nella City di Londra con Tci, in Francia con Edf, in Germania con Allianz o nei fondi d’investimento del governo cinese con Silk Road o di Singapore con Gic. 

Da Bruxelles scrivono che le modifiche normative introdotte dal decreto Milleproroghe del 31 dicembre 2019 “potrebbero costituire restrizioni alle libertà del mercato interno, in particolare la libertà di stabilimento e la libera circolazione dei capitali”. Questa della Commissione è la prima reazione ai ricorsi presentati da alcuni investitori per le norme del Milleproroghe, divenuto legge undici mesi fa: in particolare il congelamento di fatto delle tariffe autostradali; e le norme che cambiano ex post il contratto fra Autostrade e il governo del 2007 e danno a quest’ultimo il potere di revocare la concessione versando un indennizzo minore o anche pari a zero, in caso di violazione degli obblighi della società del gruppo Atlantia. 

Il potere di revoca rafforzato rispetto ai controversi accordi del 2007, conta un motivo in più: è visto dagli investitori esteri come un mezzo di pressione su Atlantia perché ceda il controllo di Aspi a una cordata guidata da Cassa depositi e prestiti a condizioni di favore per il gruppo controllato dallo Stato. 

Di qui le “domande” che Bruxelles manda a Roma, dopo il ricorso dei soci di minoranza della galassia Atlantia, capitanati da Tci. Esse di fatto spostano l’onere della prova sul governo: non per eventuali responsabilità nella sciagura di Genova, per dimostrare che in Italia non è in corso una deriva dirigista che violi i diritti dei privati. La Commissione lo sospetta: “Le modifiche normative in questione sembrano essere tali da incidere sulla posizione di coloro che hanno fatto affidamento sul precedente regime di concessione”, si legge. “In particolare, sulle disposizioni contrattuali potenzialmente più favorevoli in materia di indennizzi o estinzione anticipata”. 

Bruxelles chiede “quali sono i motivi” del Milleproroghe e “in che modo si accerterebbe la violazione degli obblighi del concessionario”. Anche perché il Milleproroghe è arrivato “in modo inaspettato” senza “disposizioni transitorie o indennizzi adeguati” e “se fosse così – scrive la Commissione – potrebbero violare i principi della certezza del diritto”. Di certo con queste parole l’intera impalcatura legale della risposta del governo sul caso Aspi torna in dubbio. Anche perché Bruxelles solleva un caso in più: l’aggiudicazione diretta alla società statale Anas della gestione provvisoria della rete autostradale, senza una gara “che garantisca il rispetto dei principi di parità di trattamento e trasparenza”. Se Roma non dà spiegazioni convincenti, si legge, anche questa scelta può essere “incompatibile” con il diritto europeo. 

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(END) Dow Jones Newswires

January 29, 2021 03:41 ET (08:41 GMT)