L’aviazione decollasulle ali del futuro – Lugano Airport

L’aeroporto è destinato a diventare molto più di una pista

Immagini articolo

L’aviazione decolla
sulle ali del futuro

ANDREA STERN Caffe.ch 31.1.21

Anche se dovessimo perdere, avremo vinto”. Stefano Artioli si ritiene soddisfatto. La sua cordata è arrivata in finale nella corsa per l’assegnazione della gestione di Lugano Airport. Ma soprattutto la sua cordata ha permesso di realizzare che un aeroporto è molto più che una pista per aerei. “La struttura può avere un futuro – afferma l’imprenditore – solo se sarà appoggiata su più pilastri. Per garantirne la sostenibilità a lungo termine, bisognerà essere bravi a inserirvi i contenuti giusti”.
Non solo. Bisognerà anche prevedere il futuro. Sebbene non sia necessaria la palla di cristallo per rendersi conto che l’aviazione sta entrando in una nuova dimensione. “In Austria sono stati autorizzati – riprende Artioli – dei test con droni adibiti al trasporto di persone. In Cina i pompieri utilizzano già oggi i droni per andare a spegnere gli incendi nelle zone più impervie del Paese. Mentre in Svizzera, a Ginevra, si stanno sviluppando dei droni ambulanza”.
Lo studio realizzato nel 2019 dal Centro di competenze per l’aviazione civile dell’Università di San Gallo ipotizzava che le prime operazioni con i droni a Lugano Airport potessero avere luogo a partire dal 2025. Si prevedeva un primo collegamento verso Locarno, con velivoli da quattro passeggeri, seguito da un’estensione della rete verso altre località turistiche come ad esempio Como o Zermatt.
“Oggi ci sono ancora persone che si spaventano – osserva Artioli – vedendo un aereo senza pilota. Ma è solo una barriera psicologica. Perché in fin dei conti la maggior parte degli incidenti nell’aviazione è dovuta a errori umani. In futuro i voli saranno comandati da sistemi satellitari che garantiranno la massima sicurezza. Non si sarà nemmeno più bisogno di personale sulla torre di controllo”. Non verrà meno tuttavia la necessità di risorse umane. “Si dovranno sviluppare le idee – spiega Artioli – che nasceranno nel centro di competenze di Lodrino. E si creeranno molti posti di lavoro qualificati come ingegneri o meccanici, ad esempio”.
Perché un altro pilastro sul quale l’imprenditore vuole basare l’aeroporto del futuro è quello della manutenzione dei velivoli. “Noi intendiamo collaborare con il gruppo francese Dassault – afferma -, che intravede un grande potenziale di crescita a Lugano. Parliamo di manutenzioni da uno, due, persino tre milioni di franchi. Però chiaramente ci vogliono delle strutture moderne. Non si può pensare di lavorare con degli hangar nei quali non si riesce nemmeno a infilare per intero un aereo”.
Bisognerà investire decine di milioni di franchi. “Ma è l’unica strada percorribile – osserva Artioli – se si vuole che l’aeroporto si tenga in piedi da solo, senza la necessità che qualche facoltoso benefattore intervenga regolarmente a immettere denaro. Siamo una realtà piccola e quindi dobbiamo essere all’avanguardia. Dobbiamo avere una visione intelligente, cercando di creare una chicca a livello europeo”.
In questo senso Artioli immagina un’aeroporto che sia non solo economicamente ma anche energeticamente autosufficiente, tramite la posa di pannelli solari che possano produrre elettricità e idrogeno.
Il futuro carburante di aerei che ad ogni modo saranno solo un tassello del mosaico. “È inutile farsi fantasie – afferma Artioli -, tutte le compagnie che hanno offerto voli di linea da Agno sono fallite. Io ritengo che il volo per Ginevra sia necessario, ma che debba essere sussidiato dallo Stato in quanto servizio pubblico. L’aeroporto invece deve basarsi su attività che gli consentano di autofinanziarsi”. a.s.