Unicredit: Bisoni, vi spiego perché Orcel (Mi.Fi.)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

La scelta del nuovo amministratore delegato dopo il passo indietro di Jean Pierre Mustier è stato un processo molto delicato per il cda Unicredit, oggi prossimo alla scadenza. Non solo per l’alto livello di attenzione che mercato e autorità di Vigilanza hanno riservato alla partita, ma anche per si è dovuto fare i conti con la complessità di un modello di governance come quello della public company. Per Cesare Bisoni comunque il risultato è stato molto positivo. Docente universitario prestato alla finanza, Bisoni conosce molto bene Unicredit e i suoi meccanismi di governo anche alla luce della lunga permanenza al vertice. Siede infatti nel board dal 2010 ed è stato prima sindaco effettivo, poi consigliere e infine, da ottobre 2019, presidente. Ad aprile passerà il testimone a Pier Carlo Padoan e lascerà piazza Gae Aulenti. 

Domanda. Bisoni, a quasi due mesi dal passo indietro di Mustier il cda ha individuato in Andrea Orcel il futuro ceo. Come ha accolto la decisione? 

Risposta. Sono molto soddisfatto. Il processo di ricerca è stato intenso e accurato e ha portato frutti. Orcel è un manager di altissimo profilo, con un ragguardevole track-record che lo rende la persona giusta per sviluppare un nuovo percorso per Unicredit. È un leader solido, di respiro internazionale, molto rispettato e impegnato a raggiungere risultati assieme alle persone con cui lavora. Ha una vasta esperienza e una straordinaria capacità di visione strategica, che sarà essenziale per guidare Unicredit nel futuro. 

D. Il processo di selezione è stato piuttosto lungo. Che livello di complessità ha oggi per una banca come la vostra la scelta di un nuovo ceo? 

R. Il comitato nomine ha lavorato intensamente con il supporto di Spencer Stuart, valutando potenziali candidati internamente ed esternamente. Ricordo che siamo l’unica Global Sifi in Italia ed era fondamentale individuare un profilo coerente con l’importanza del ruolo. 

D. Quali criteri hanno orientato la scelta? Il cda aveva in mente sin dall’inizio un profilo preciso? 

R. È stata condotta una ricerca a livello internazionale. Il passaporto non è stato una discriminante per la scelta. Ci premeva trovare un candidato con profonda conoscenza del banking in tutte le sue anime, dotato di uno stile di leadership inclusiva e con una forte identità internazionale. Andrea incarna tutte queste caratteristiche alla perfezione. 

D. C’è stato un confronto con i soci e con l’autorità di Vigilanza nella fase di selezione? 

R. Non posso commentare su quello che si discute con i soci o i regolatori, ma mi fa piacere chiarire che i dialoghi con entrambi sono costanti e sempre costruttivi. 

D. Orcel entrerà in carica dopo l’assemblea del 15 aprile. Considerando che Mustier ha annunciato il passo indietro a fine novembre non c’è il rischio che l’interregno rallenti l’attività di Unicredit? 

R. Mustier e il management team sono oggi pienamente impegnati nella gestione dell’azienda, supportando dipendenti, clienti ed economia reale in questo momento di alta complessità e di sfide legate alla pandemia. Basti pensare che abbiamo inaugurato il 2021 con importanti operazioni di capital markets per Alstom, Bmw e Delivery Hero, ma soprattutto per il Tesoro italiano: una prova concreta che la banca lavora a pieno ritmo anche in questa fase di transizione. 

D. La linea di Mustier non era più condivisa. Che valutazione complessiva dà del ceo uscente? 

R. Desidero esprimere la massima gratitudine a Mustier, anche a nome dell’intero cda. Grazie all’attuazione del piano strategico Transform 2019 Jean Pierre ha saputo rinnovare il gruppo, che risulta oggi notevolmente rafforzato finanziariamente e operativamente. Questo ci permette di affrontare in sicurezza le conseguenze economiche della crisi legata al Covid. Abbiamo indici patrimoniali ai livelli più alti della storia del gruppo e un npe ratio in linea con i principali concorrenti europei. Questo ci consente di confrontarci con la complessa situazione esterna da una posizione solida. 

D. Quali sono oggi le priorità della banca nel lavoro con clienti e mercato? 

R. Il gruppo resterà concentrato sulla crescita e sul rafforzamento della base clienti, sulla continua trasformazione del modello di servizio, sulla massimizzazione della produttività, sulla gestione disciplinata del rischio e sulla rigorosa gestione del capitale. Grazie alla forza della propria posizione finanziaria il gruppo continuerà a sostenere l’economia e a ripagare la fiducia degli azionisti. La distribuzione del capitale continua a essere un elemento fondamentale della strategia e la decisione della Bce sulla ripresa della distribuzione degli utili bancari a partire da settembre 2021 è un passo nella giusta direzione. Sono convinto che le banche, così come coloro che vi investono, ricoprano un ruolo rilevante nella soluzione alla crisi Covid: proprio per questo è necessario che le banche in Europa rimangano investibili e di conseguenza che gli investitori siano remunerati. 

D. Come valuta lo stato di salute dell’economia italiana in queste prime settimane del 2021? 

R. Le nostre previsioni sono sempre molto prudenti e in linea con quelle del Fmi. La recessione tecnica a cavallo dell’anno e le restrizioni legate alla diffusione del Covid avranno inevitabilmente un impatto sulla ripresa dell’economia. La previsione di crescita del pil in Italia per il 2021 è stimata al 2,8% e potrebbe accelerare oltre al 4% nel 2022 se verranno utilizzate in maniera ottimale le risorse del Recovery Fund. 

D. Negli ultimi mesi a Unicredit sono state accostate diverse ipotesi di m&a, a partire da Mps. Crede che il consolidamento sarà un’opportunità per il gruppo? 

R. Preferisco non commentare i singoli dossier. Come ho sempre detto, il cda non accetterà alcuna operazione che non sia nell’interesse del gruppo e dei suoi azionisti. 

fch 

(END) Dow Jones Newswires

February 01, 2021 02:26 ET (07:26 GMT)